Sciroppo di rose di Tiglieto, presidio Slow-Food e importante testimonianza dei traffici tra Genova e il Medio Oriente

Sciroppo di rose di Tiglieto, presidio Slow-Food e importante testimonianza dei traffici tra Genova e il Medio Oriente

Petali di rose per sciroppoLo “sciroppo di rose” prodotto da Giorgio Dalpian è da anni presidio Slow-Food

Quelle rose da bere
“Sino a cinquant’anni fa era tradizione a Genova, durante l’inverno, di consumare lo sciroppo di rose. Lo si dava ai bimbi, diluito in acqua e con un po’ di zucchero, come una sorta di sostitutivo alle bevande gassate, che lentamente avrebbero preso il suo posto. Quando ero piccolo, quel profumo intenso di rose e quel sapore dolce e delicato mi lasciava felice e riscaldato, anche a ore di distanza. I miei genitori dicevano – Bevilo perché ti fa bene alla gola – e io rispondevo – Io lo bevo perché è buonissimo!”.

Nei ricordi di infanzia di Giorgio Dalpian, produttore dello “Sciroppo di rose” ormai da anni presidio Slow-Food, si capisce tutta quanta la passione profusa in un mestiere antico e difficile: far fruttificare la terra. Dalpian ha un’azienda agricola a Tiglieto (provincia di Genova), che d’estate si trasforma in un elegante agriturismo immerso nelle colline della Valle Stura.

“Lo sciroppo di rose è un’invenzione – spiega l’agricoltore – dei genovesi di ritorno dai viaggi in Medio Oriente. Per farlo non bisogna usare le rose classiche, ma determinate specie, più sugose, quelle da sciroppo: centofoglie, rugosa, gallica, musciata, forse meno appariscenti ma profumatissime e ricche di proprietà benefiche”.

TAVOLO DI LAVOROQuindi la “riscoperta” dello sciroppo di rose affonda le radici davvero nella tradizione italiana, per secoli? – “Certamente, sono quasi 600 anni che si consuma sciroppo di rose in Italia – risponde Dalpian – Quest’uso si era perso negli anni’50-’60 ma poi, partendo dalla Valle Scrivia, si è ritornati a consumarlo”. Oltre all’imprimatur di Carlin Petrini (“Lo sciroppo di rose nasce dalla lenta caduta delle rose, se si pensa un’immagine molto poetica” ama dire a proposito), lo sciroppo sta avendo grandissima diffusione nel mondo: “Io potrei commerciare soltanto con gli Stati Uniti e con il Canada e sarei già a posto  – ci dice Dalpian mentre ci accompagna nel suo laboratorio – Soprattutto nei Paesi anglosassoni, la richiesta di sciroppo è fortissima. Ma anche in Asia stiamo avendo ottime risposte”.

Mentre ci stiamo salutando, Dalpian vuole ancora dire un’ultima cosa: “Qualche giorno fa abbiamo festeggiato il compleanno di mia nipote. Beh, io ho proposto lo sciroppo come bagna per la torta: non vi dico il successone. Senza parlare che spesso mi piace consumare lo sciroppo di rose accompagnato dallo yougurt.

Più vado avanti e più capisco i versi di una famosa poesia di Borges:

– la rosa che risorge dalla tenue / cenere per l’arte dell’alchimia – .

Lo sciroppo di rose è sempre stato parte di noi: avevamo soltanto bisogno di ricordarcene”.

Mattia Nesto
Newsfood.com

 

(Dal sito ufficiale https://www.dalpian.it)
Azienda Agrituristica Dalpian il Sottobosco di  Luca Dalpian

16010 Tiglieto (GE)   loc. Acquabuona – tel./fax (+39)010929298

Distante poco più di 50 km. dal capoluogo, è raggiungibile con l’autostrada A26 (uscita Masone proveniendo da Genova, uscita Ovada proveniendo da Alessandria) proseguendo fino a Rossiglione e infine raggiungendo Tiglieto con la S.P. n. 41. Un cartello annuncia l’arrivo. L’azienda, situata in località Acquabuona (frazione di Tiglieto) ha i confini all’interno del Parco del Monte Beigua in una zona rimasta intatta e incontaminata da qualsiasi fonte di inquinamento, dove ancora sono presenti flora e fauna di particolare interesse. E presente in azienda un punto vendita dove è possibile acquistare tutti i prodotti di nostra produzione.

I nostri luoghi: un po’ di storia
Civitacula è l’antico nome di Tiglieto quando Tiglieto era ancora una manciata di case e prima che arrivassero i Monaci Cistercensi. Nessuno conosce l’anno esatto in cui l’antico nome venne mutato, ma certamente era dovuto ai tigli che popolavano la piana alluvionale della Badia. Nel 1120 giunsero i monaci Cistercensi per fondare il loro primo monastero fuori dalla Francia. Attorno a questo si sviluppò il paese che così rimase fino alla prima metà del XX secolo quando i tiglietesi trasferirono sulla collina l’intera comunità.
Oggi Tiglieto conta 600 abitanti che diventano alcune migliaia nel periodo estivo.
Di straordinario interesse l’Abbazia Cistercense e l’intera piana della Badia. Tiglieto a 500 mt. s.l.m., è circondoto da montagne che superano i 1000 m.

 

Redazione Newsfood.com

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