Arriva dalla Coldiretti Alessandria un intervento denuncia contro lo spreco alimentare

Arriva dalla Coldiretti Alessandria un intervento denuncia contro lo spreco alimentare

“Il cibo e gli alimenti in genere non possono essere trattati come una merce qualsiasi. È qualcosa di più: non soltanto il prodotto che noi acquistiamo al supermercato o in qualsiasi altro punto vendita è l’ultimo tassello di un enorme mosaico fatto di lavoratori e produttori che giorno dopo giorno devono lottare contro il maltempo, la burocrazia e le tasse, ma è anche il simbolo dell’alimentazione, uno dei diritti sanciti nella dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del Cittadino”.

Con queste parole, profonde e ricche di storia e conoscenza della materia, Roberto Paravidino e Simone Moroni, Presidente e Direttore della Coldiretti alessandrina, hanno voluto affrontare lo spinoso argomento intorno agli sprechi alimentari. Ormai lo spreco del cibo è divenuta una vera e propria emergenza se si pensa che, stante ai dati raccolti dalla Fao per l’anno 2013 e il primo semestre 2014, i quasi 1,3 miliardi di tonnellate di cibo “buttato” sarebbero più che sufficienti a sfamare la popolazione che soffre di fame cronica.

Nel mondo non manca il cibo, manca semmai l’attenzione a non buttarlo e a destinarlo a chi più ne ha bisogno. Sempre nell’analisi della Fao si afferma che “805 milioni di persone, una su dieci, non hanno ancora cibo sufficiente mentre nei Paesi industrializzati gli sprechi alimentari hanno raggiunto le 670 tonnellate e le 630 nei Paesi in via di sviluppo”.

I dati rivelano così una sperequazione inaudita, sottolineata dalle parole di Simone Moroni: “Trattare il cibo come una merce qualsiasi vuol dire sottovalutare questo enorme problema. Il risultato è che da un lato nei Paesi ricchi aumenta lo spreco del cibo, l’obesità e il cosiddetto land grubbing, ovvero il furto delle terre fertili, mentre dall’altro lato, nei Paesi poveri, continua a crescere in maniera drastica la popolazione che non ha cibo sufficiente e che soffre la fame”.

Senza un’adeguata politica che a livello nazionale, europeo e internazionale tenga conto di queste differenze, non si potrà mai combattere la fame in maniera adeguata. Riassume il pensiero Roberto Paravidino: “Bisogna che i politici capiscano la strategicità del cibo, mettendo in cima alla loro agenda la promozione di azioni a livello globale che definiscano una cabina di regia comune delle regole per i beni comuni come il cibo appunto, ma anche l’acqua e il suolo. Senza dimenticare il contenimento degli sprechi”.

Polpettone con verdure

Polpettone con verdure

Questo a livello di macro-politica ma a livello di micro-politica domestica?: “Bisogna imparare dai nonni e dalle nonne d’Italia – rimarcano i due dirigenti Coldiretti – Occorre riportare sulle tavole i piatti del giorno dopo, cucinati secondo le ricette della tradizione. Ad esempio i polpettoni oppure la bagnacauda, in un certo senso, rappresentano una soluzione che tiene assieme l’attenzione per gli sprechi e per il portafoglio!”.  Infine Paravidino e Moroni vogliono sottolineare che: “Le difficoltà economiche che stiamo attraversando, non hanno inciso sul bisogno di sicurezza alimentare di tutti noi cittadini. Lo conferma il costante interesse per le produzioni alimentari ad alto contenuto salutistico, identitario e ambientale. Detto questo le differenze permangono: chi ha disponibilità di reddito può permettersi di scegliersi la tipicità dei prodotti, mentre chi si trova in difficoltà è spesso costretto a rinunciarvi”.

Un buon compromesso, mantenendo una grande qualità e tipicità, con un prezzo equo, viene dalla “Campagna Amica”, dove viene premiato un modello di spesa in grado di promuovere il Made in Italy, certificando sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente. La sfida del mondo globale è dare da mangiare a tutti prodotti di qualità e sani. Un mondo che ha fame è un mondo malato.

Mattia Nesto
Newsfood.com

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