Sciopero dei benzinai, impianti chiusi in tutta Italia

Sciopero dei benzinai, impianti chiusi in tutta Italia

Dalla scorsa serata, ha preso avvio la chiusura di due giorni degli impianti di rifornimento carburanti, sia sulla rete ordinaria che autostradale, proclamata dalle Organizzazioni di categoria
Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, a sostegno della vertenza aperta nei confronti delle compagnie petrolifere e del Governo.

Ancora una volta -si legge in una nota sindacale congiunta- la categoria ha saputo trovare la forza e la dignità per rispondere con compostezza, in maniera compatta e solidale, pur nelle
condizioni estremamente difficili a cui vengono da anni esposti a causa del mancato rispetto delle norme che impongono alle compagnie l’adeguamento dei margini, della mancanza di una seria e
profonda opera di ristrutturazione ed ammodernamento della rete e dell’assenza di interventi che correggano quelle storture che impediscono ai Gestori di concorrere alla pari con tutti gli
altri operatori, a tutto vantaggio della concorrenza e, quindi, dei consumatori.

Una adesione significativa soprattutto in alcune grandi città, nonostante le diffuse ed inaccettabili pressioni registrate ai danni di molti Gestori, che zelanti funzionari di alcune
compagnie petrolifere hanno inutilmente provato ad esercitare.

L’alta partecipazione che le strutture organizzative sindacali -prosegue la nota- stanno registrando, fin dall’avvio, porta il dato medio nazionale ad un’adesione oltre l’86%, che, a secondo
delle diverse zone del Paese e della concentrazione di impianti gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere, variano da un minimo del 74%, a punte del 95%. Tutto ciò, al netto degli
impianti individuati d’ufficio dalle Amministrazioni locali, per garantire i servizi minimi.

A questo proposito, le Organizzazioni categoria -conclude la nota- hanno annunciato un esposto verso la Commissione di garanzia dello sciopero, contenente una denuncia circostanziata di una
rilevante serie di forzature interpretative ed abusi di Regioni e Comuni nell’individuazione del numero e della rotazione degli impianti esclusi dalle chiusure, che configurano una
significativa lesione del diritto costituzionale dei Gestori a manifestare e sostenere legittimamente le proprie rivendicazioni attraverso lo sciopero.

Intanto, questa mattina alle 11.00, Faib, Fegica e Figisc risponderanno ad una nuova convocazione del Ministero dello sviluppo economico, finalizzata a definire compiutamente, con la mediazione
ministeriale ai sensi del D. Lgs. 32/98, gli aspetti relativi al rinnovo del contratto scaduto con ENI. Il medesimo atto di convocazione preannuncia, altresì, la separata ed anticipata
convocazione di ENI.

Leggi Anche
Scrivi un commento