L’ANGEM costringe il ministero della giustizia a rispettare la legge sui pagamenti

L’ANGEM costringe il ministero della giustizia a rispettare la legge sui pagamenti

Il Tar del Lazio ha accolto un ricorso presentato da ANGEM (associazione nazionale delle aziende di ristorazione collettiva), da FIPE e da CONFCOMMERCIO, rappresentate dall’Avv. Carlo
Piccirillo, accertando la grave iniquità delle clausole in tema di ritardo nei pagamenti inserite dal Ministero della Giustizia in un bando di gara  per i servizi di ristorazione
collettiva destinati al personale della polizia penitenziaria.

Di fatto il Tar ha  dichiarato la nullità delle clausole che prevedevano il pagamento delle fatture a 60 giorni, anziché a trenta, la decorrenza degli interessi moratori solo
dopo che fossero trascorsi 180 giorni dalla scadenza del termine di pagamento,  la pretesa di applicare – trascorsi i 180 giorni – un saggio di interesse unicamente nella misura del tasso
della Banca centrale europea (attualmente all’1%), senza la applicazione della maggiorazione di legge di sette punti percentuali come previsto dal decreto legislativo 231/2002 

«E’ inaudito – ha commentato il presidente Angem, Ilario Perotto – che proprio un organo del Ministero della Giustizia abbia indetto una gara di appalto senza rispettare i termini di
legge che tutelano le aziende. E’ indispensabile che la Comunità Europea riveda la direttiva sulla lotta ai ritardi dei pagamenti rendendola ancora più cogente per le Pubbliche
Amministrazioni visto che  moltissime stazioni appaltanti, soprattutto nel settore sanitario, inseriscono nei bandi di gara clausole simili a quella annullate dal TAR ritenendo, a torto,
di poter derogare  al decreto legislativo 231 del 2002  sul contrasto dei ritardi di pagamento. L’Angem interverrà contro tutte le amministrazioni che non rispetteranno le
norme denunciate».

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