Benzina, Landi: sciopero confermato, mediazione insufficiente

Benzina, Landi: sciopero confermato, mediazione insufficiente

Non bastano misure provvisorie per scongiurare uno sciopero che nasce da emergenze e sofferenze gravi del settore.

La soluzione proposta dal ministro Scajola e presentata alle organizzazioni dei gestori nel corso di un incontro al ministero, coglie solo in parte le richieste avanzate dalla categoria: il
bonus fiscale è stato proposto soltanto limitatamente ad un anno, quello in corso, mentre i gestori chiedono una misura strutturale. A fronte di un impegno quotidiano nella riscossione
di imposte, pari a circa 25 miliardi di euro l’anno da parte dei gestori, a rischio della sicurezza personale e dell’incasso. Un incasso che, in caso di furto o rapine, sono costretti a
rifondere allo Stato ed alle compagnie petrolifere.

Non essendoci alcun operatore economico che svolga funzione di custodia ed incasso del denaro pubblico, il bonus è dunque una misura dovuta a titolo di risarcimento nei confronti di una
categoria che rischia in nome e per conto dello Stato e delle compagnia, ma sulla propria pelle.

Il bonus proposto da Scajola non può essere, dunque, una concessione da elemosinare anno dopo anno, o scambiato sul tavolo della politica sindacale, in luogo di un riconoscimenti
strutturale e dovuto a chi rischia in prima persona.

Sulla vertenza pendono, peraltro, gli impegni sottoscritti oltre un anno fa dal ministro nel protocollo d’intesa con la categoria in cui sono previste misure di liberalizzazione sul non-oil e
provvedimenti atti a stimolare l’imprenditorialità del gestore. Pesa inoltre il giudizio negativo sulla mediazione del ministero nei confronti di alcune compagnie petrolifere, una delle
quali pubblica, che mettono in atto politiche inique e destabilizzanti.

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