Sanità, Burzi (FI): «in Piemonte era buona… nel 2005!»

Torino – Nella quinta edizione del rapporto Osservasalute dell’Università Cattolica di Roma, si legge che «fiore all’occhiello della Regione Piemonte sono l’assistenza
ospedaliera e il filtro territoriale» infatti, secondo i ricercatori dell’istituto romano, il Piemonte si distingue nettamente in positivo rispetto al resto d’Italia: presenta un basso
tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario, pari a 110 per 1000 (quasi a pari merito con la prima classificata Toscana), contro una media italiana di 141.

«Una precisazione doverosa – spiega Angelo Burzi, capogruppo di Forza Italia in Regione – la ricerca, che si avvale di 287 esperti di sanità pubblica su tutto il territorio
nazionale, si basa sui dati del 2005, l’ultimo anno in cui operò in Piemonte una Giunta di centrodestra. Al momento del varo del nuovo piano sanitario, avevamo chiesto e ottenuto dalla
Giunta l’impegno a fare il punto rispetto alla soddisfazione dei cittadini riguardo ai servizi sanitari. Non mi risulta che sia stato fatto alcunché, ma i risultati di questa indagine
confermano che Bresso ha ereditato una sanità in buone condizioni, riuscendo complessivamente a peggiorare il livello delle prestazioni nell’arco di questi tre anni».

Dopo aver analizzato i dati demografici, relativi a natalità, mortalità, o elementi come l’obesità, il consumo di alcool, il numero di fumatori e la pratica sportiva, il
rapporto passa a valutare le prestazioni sanitarie. E giudica buona la copertura vaccinale per i bambini di età inferiore ai 24 mesi, al di sopra dei valori medi nazionali. Positiva
anche la considerazione sulla prevenzione oncologica; il Piemonte, infatti, si caratterizza per un’adesione ai programmi di screening mammografico, nella fascia di età 50-69 anni, pari
al 68,4% contro il 50,3% medio nazionale.

«L’indagine – prosegue Burzi – ritiene buona anche la performance economico-finanziaria: emerge per l’indicatore spesa/Pil, un valore del 5,92 %, inferiore a quello medio italiano che
è del 6,40 %. Positivo anche il giudizio sulla rete ospedaliera e sul rapporto con la medicina territoriale».
Per quanto riguarda i trapianti il Piemonte fa registrare un’alta quota di donatori effettivi, pari a 31,8 per milione di popolazione contro il 21,7 italiano, e una percentuale di opposizioni
alla donazione, del 28,4%, contro il 27,9% italiano.

Per il Piemonte si delinea dunque, secondo Osservasalute «un quadro complessivamente positivo in termini di salute anche se alcune aree rimangono ancora degne di ulteriori ed aggiuntivi
sforzi in termini di prevenzione (incidenza di tumore, incidenza di patologie infettive). Si sottolinea l’appropriato utilizzo dell’ospedale, obiettivo raggiunto non solo attraverso
un’opportuna organizzazione interna ospedaliera, ma anche grazie agli sforzi della medicina territoriale».

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