Sanità integrativa. Turco: al via il “secondo pilastro” del Ssn

Il Ministro della Salute Livia Turco ha firmato oggi il Decreto ministeriale – attuativo dell’articolo 1, comma 198, della legge finanziaria 2008 – che individua gli ambiti delle prestazioni
dei Fondi integrativi del Ssn e degli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso no profit che forniscono prestazioni assistenziali integrative a quelle fornite dal Ssn.

Gli ambiti di intervento dei Fondi integrativi (già previsti dall’articolo 9 del decreto legislativo 229 del 1999) comprendono:
? prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali di assistenza e con questi comunque integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati, e tra queste anche:
a) le prestazioni di medicina non convenzionale, ancorché erogate da
strutture non accreditate;
b) le cure termali, limitatamente alle prestazioni non a carico del
Servizio sanitario nazionale;
? prestazioni erogate dal Ssn comprese nei livelli essenziali di assistenza, per la sola quota posta a carico dell’assistito, inclusi gli oneri per l’accesso alle prestazioni erogate in regime
di libera professione intramuraria e per la fruizione dei servizi alberghieri su richiesta dell’assistito;
? prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell’assistito.
? prestazioni socio sanitarie e le prestazioni sociali erogate nell’ambito dei programmi assistenziali intensivi e prolungati finalizzati a garantire la permanenza a domicilio ovvero in
strutture residenziali o semiresidenziali delle persone anziane e disabili non ricompresse nei livelli essenziali di assistenza e quelle finalizzate al recupero della salute di soggetti
temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio per la parte non garantita dalla normativa vigente;
? prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche;

Gli ambiti di intervento degli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale, comprendono anche:
? il complesso delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie da essi assicurate secondo i propri statuti e regolamenti, nonché i costi di compartecipazione alla spesa sostenuti dai
cittadini nella fruizione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e gli oneri per l’accesso alle prestazioni erogate in regime di libera professione intramuraria.
? inoltre, a partire dall’anno 2010, gli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso dovranno attestare che almeno il 20% delle prestazioni erogate sia riferito a prestazioni socio
assistenziali per le perosne non autosufficienti e per l’assistenza odontoiatrica.

Per il monitoraggio e il controllo dell’attività dei Fondi e dagli altri Enti preposti il decreto istituisce l’Anagrafe dei fondi sanitari presso il Ministero della Salute.

«Con questo decreto – ha dichiarato il Ministro Livia Turco – si compie un ulteriore passo avanti nel consolidamento della sanità pubblica, intesa come complesso di enti, strutture
e organizzazioni che investono sulla promozione della salute e la fornitura di prestazioni mediche e assistenziali ma senza finalità di lucro.
In questo ambito rientra il cosiddetto «secondo pilastro» del Ssn costituito dai Fondi integrativi, già previsti dalla riforma sanitaria del 1999 ma di fatto mai attuati, e
dai numerosi Enti e Casse di assistenza sanitaria no profit a carattere categoriale o aziendale o di mutuo soccorso.
In tutto stiamo parlando di 15/20 milioni di potenziali assistiti che, grazie a questo decreto, si vedranno più tutelati a seguito dell’ampliamento del paniere di prestazioni erogate dai
Fondi e dalle varie Casse. Per mantenere il proprio status di facilitazioni fiscali, infatti, il listino di offerta di questi enti dovrà obbligatoriamente comprendere anche le
prestazioni odontoiatriche e quelle di assistenza per i non autosufficienti non erogate dal Ssn. Due tipologie di intervento che, entro il 2010, dovranno valere per almeno il 20% del totale
delle prestazioni erogate. Questo vincolo si spiega con la necessità di offrire una maggiore copertura assistenziale per le cure odontoiatriche e per le persone non autosufficienti in
quanto, come avviene in tutti i Paesi ad alto tasso di sviluppo, anche in Italia la domanda di questi servizi è molto superiore alla possibilità reale di offerta pubblica
nell’ambito dei servizi sanitari nazionali.
Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo infatti previsto che queste realtà siano effettivamente integrative rispetto al Ssn, offrendo ai propri assistiti tutto ciò che il Ssn non
può garantire gratuitamente. I nuovi Fondi potranno infatti coprire anche le spese sostenute per i ticket, per l’assistenza in regime libero professionale intramoenia e quelle sostenute
per le medicine non convenzionali e per le cure termali.
Insomma – ha concluso il Ministro – il Ssn italiano diventa sempre più moderno e aperto alla partecipazione attiva dei cittadini con forme di copertura assistenziale innovative, ma
sempre improntate sulla solidarietà, in grado di ampliare l’offerta sanitaria attraverso il coinvolgimento di numerose realtà pubbliche e private non profit.»

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