Sanità abruzzese, Mazzocca: «nostro sistema soffre di obesità»

«Abbiamo un macrolivello ospedaliero un po’ obeso, non può certo essere lasciato così com’è adesso il nostro sistema sanitario; ogni anno produce un deficit di circa
200 milioni di euro e non è un lusso che possiamo permetterci, insomma, la macrovoce ospedaliera ha bisogno di dimagrire».

Con questa metafora l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha aperto il suo intervento a Giulianova, nel corso della seconda tornata del convegno organizzato in occasione della
giornata mondiale dell’alimentazione che ricorre oggi. L’evento, promosso dal Centro regionale di fisiopatologia della nutrizione di Giulianova, ha visto la partecipazione di decine di medici
ed operatori del settore. «In questi due anni di Governo» ha aggiunto l’assessore «abbiamo cercato di spostare risorse proprio dal macrolivello ospedaliero per dirottarle
sulla prevenzione, sui servizi e sul territorio. Tra i punti qualificanti della nostra azione» ha rimarcato «ricordo la legge sull’accreditamento definitivo delle strutture e la
revisione delle rete ospedaliera. Inoltre, abbiamo eliminato ben 100 unità operative.

Il prossimo passo sarà quello di incidere maggiormente sulla ospedalità privata dove siamo stati bloccati dai contratti stipulati da chi ci ha preceduto alla guida della Regione.
Contiamo, tuttavia, di dare, nel triennio, 30 milioni di risorse in meno ai privati per far guadagnare maggiore consistenza alla medicina del territorio». Mazzocca ha poi fatto
riferimento al nuovo Piano sanitario regionale «che resta aperto ad integrazioni e suggerimenti e che rappresenta un fondamentale strumento di programmazione che manca da ormai otto
anni». Intanto, ci si avvicina alla seconda verifica del piano di rientro del deficit dopo aver superato la prima nel luglio scorso. «Sono state recuperate risorse per ben 400
milioni di euro» ha concluso l’assessore «magari farà più notizia uno scarafaggio che si aggira per le corsie di un ospedale ma resta sempre una cifra importante dopo
il blocco di circa sette anni dei finanziamenti in edilizia sanitaria».

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