Salone del Vino di Torino: cresce l'interesse degli operatori ( 35%) e degli enoappassionati

Il Salone del Vino n° 6, che ha trasformato dal 26 al 29 ottobre Torino nella capitale di Bacco, tornato dopo due anni, ha dimostrato il crescente interesse degli
operatori ( 35%)
e degli enoappassionati e ha messo in luce anche notevoli scambi commerciali nel Workshop Internazionale “Il vino italiano alla
conquista di nuovi mercati”. I dati a consuntivo confermano, quindi, che la filosofia delle sei edizioni del Salone del Vino, organizzato da Promotor International, è giusta:
l’evento è infatti un valido momento di verifica per l’economia del comparto enologico e di analisi delle tendenze del mondo del vino.

La media degli ingressi degli operatori è aumentata, sul 2005, del 35% a sancire come il Salone del Vino, che pure avvicina i produttori agli enoappassionati – notevole
è stata anche l’affluenza in fiera nei momenti dedicati al pubblico: il pomeriggio di sabato 27 ottobre e domenica 28 ottobre, l’intera giornata – mantenga un carattere
esclusivamente professionale
.

Positivo l’andamento degli scambi commerciali: nel Workshop Internazionale “Il vino italiano alla conquista di nuovi mercati”, dove le quasi 400 cantine
espositrici
si sono messe in diretto contatto con 58 buyer provenienti da 20 differenti Paesi (tra gli altri, India, Cina, Russia, Giappone, Stati
Uniti, Corea, Taiwan, Singapore, Sud Africa, Regno Unito, Polonia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Repubblica Ceca e Olanda), tenendo 890 appuntamenti d’affari, a conferma che il
Salone del Vino è un importantissimo punto d’incontro tra domanda e offerta.

Ma ciò che rende la rassegna del tutto peculiare è il fatto che proprio a Torino si affacciano e si consolidano nuove tendenze. La prima, e più
significativa, interessa il mercato interno: oggi i consumatori italiani si orientano su bottiglie di minor prezzo – il livello ideale è stimato attorno ai 4 euro – chiedono vini di
assoluta bevibilità, si rivolgono ai vini di territorio capaci di accompagnare la cucina tradizionale. A riprova di questa tendenza anche i dati registrati dal
Forum sui Vitigni Autoctoni che, in quattro giorni di tasting, ha visto oltre 20.000 degustazioni di 218 vini prodotti da oltre 120
vitigni autoctoni
italiani, rari o meno conosciuti.

“E’ un bilancio molto incoraggiante – ha affermato Giada Michetti, amministratore delegato di Promotor International – quello del Salone del Vino.
Volevamo verificare se la formula della rassegna fosse ancora attuale. Ebbene le cifre, ma più ancora la soddisfazione degli operatori, ci dicono che è così. Il nostro
impegno sarà quello di dare continuità a questa rassegna, di consolidarne il successo, innovandone alcuni aspetti; ad esempio, il rapporto diretto tra produttori e consumatori, in
epoca di marketing relazionale, ci pare particolarmente significativo, così come il sostegno ai produttori per esplorare i mercati esteri. Oggi, con Gl events, possiamo ancor più
offrire agli espositori, dei quali ci sentiamo partner, un momento di verifica importante per il mercato italiano e di analisi delle tendenze del mondo del vino”. “E’ anche mio
desiderio ringraziare – ha concluso Michetti – le Istituzioni che hanno creduto nel Salone del Vino, con le quali voglio condividere la buona riuscita dell’evento, e
rinnovare il nostro impegno per un ulteriore miglioramento della rassegna nei prossimi anni”.

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