Rooms Club

 

Fissata Giovedì 9 Ottobre l’inaugurazione della nuova stagione invernale del Rooms Club.

Un club di 400 metri all’ombra del Piazzale Michelangelo che ogni settimana tornerà a proporre (dal giovedì al sabato) singolari esposizioni artistiche da parte di
numerosi artisti emergenti scovati in ogni parte del mondo. Principalmente 2 le location teatro di installazioni: lo Show Rooms, un mini-atelier che ospita capricci di moda ed
eccentrici capi realizzati da giovani stilisti di passaggio a Firenze, e i WWC (acronimo di «Wonderful Water Closed»), le provocatorie toilette-spazi espositivi del Rooms.
All’interno di quest’ultimi – come in una vera e propria galleria – regneranno le più disparate opere di pittura, scultura ed interior design selezionate tra decine e
decine di concept ed esposte secondo il motto «The Right Way To Piss It Out». Avanguardie e follie creative di nuovi (ma anche affermati) talenti si riverseranno così
nei 4 metri cubi dei due bagni, pronte ad essere spazzate via al semplice «tirare della cordicella», per lasciare il posto alle successive – e ancora più bizzarre –
esposizioni della settimana seguente. Insomma, un bagno nell’arte… e l’arte nel bagno.

Sono oltre 60 gli artisti di diverse nazionalità che nel corso della passata stagione hanno avuto l’opportunità di esporre sé stessi e le loro opere
all’interno del Rooms.

Tra i tanti si ricordano Mayuri Aemsree dal Giappone, il duo Deparis.F, Yoko Ono, Effe and Cupid, Ilze Mucina, Pepshow, il club Casaggi MMV, il venezuelano Ricardo Garcia Baez, la
newyorkese Allegra Brooks, le australiane Mariam Seddiq e Lyna Ty, la jugoslava Marina Abramovic. E ancora, dall’Austria Ciccilla Schwarz e dalla Russia Irina Glempka, lo svedese
Jimi Roos, Manuela Menici, Elisa Montanari, Chiara di Gangi, Costanza Turchi, Marina Savarese e Morgatta Project, «Nothuman», la coreana Maiko, la sudafricana Kwena Chokoe,
Velvet Goldmine, Dream Machines, la thailandese Ampika Kasiwithayanun, la giapponese Naoko Watanabe e tanti altri… .

Erano gli anni ‘80 a Firenze. Quelli celebrati da tutti. Quelli che ciascuno di noi ha sentito rammentare come i più belli della movida fiorentina. La creatività
pervadeva ogni campo con nuove mode e senza freni. In quegli anni, tutto quel fermento sorgeva da decine e decine di piccoli club privati, per lo più piccolissimi, con piste da
ballo di pochi metri quadri e con la musica mai a fare da padrona, nel senso del volume
.

 

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