Roma: Agricoltura, Ifad: Il degrado del suolo è più grave della crisi finanziaria

Roma – “L’impatto del deterioramento delle risorse naturali è potenzialmente più devastante, in termini finanziari, dell’attuale crisi finanziaria. Il costo
socio-economico sulle vite delle persone, della noncuranza è enorme”. Non adotta giri di parole Christian Mersmann, direttore generale del Meccanismo Globale della Unccd, organo
sussidiario della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione ospitato dall’Ifad. In questi giorni ad Istanbul, in Turchia è in corso un incontro sulla
revisione della Convenzione alla luce dei dati apocalittici sul degrado globale del suolo. L’Ifad stima che ogni anno circa dodici milioni di ettari di terra vanno persi a causa del
forte degrado del suolo o di altri danni ambientali. In Africa, dove circa il 60% della popolazione dipende dall’agricoltura, il degrado del suolo colpisce circa il 46% del continente.
E i costi del degrado sono altissimi: il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha calcolato che la desertificazione costa 9 miliardi di dollari all’anno nella sola Africa. In
Kenya, per esempio l’erosione del suolo e le conseguenti colate di fango e detriti hanno provocato l’ostruzione delle dighe idroelettriche, con conseguenti aumenti del prezzo
dell’energia per gli utenti e licenziamenti da parte delle imprese che si trovano senza energia elettrica.

(ANSA)

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