Ristoranti and the City: l’Italia che funziona a Londra
7 Giugno 2010
«Dopo aver rivoluzionato la scena gastronomica negli anni Sessanta, molte locande italiane hanno faticato ad adeguarsi alla contemporaneità.
Ma le cose stanno cambiando, soprattutto ora che i londinesi sono affamati di informalità.
I locali più gettonati in questo momento, entrambi a Soho, sono le trattoria di specialità regionali Bocca di Lupo e Polpo, che fa tapas alla veneziana (“un bacaro a
Soho” leggiamo sul sito, ndr): anche nelle serate di pioggia la gente fa la coda fuori».
È un estratto dal racconto di Londra che apparirà sulla Guida ai Ristoranti di Identità Golose 2011, out a settembre prossimo.
Lo firma Jasper Gerard, firma golosa del Daily Telegraph.
Il Veneto, ci informa invece la collaboratrice embedded Cinzia Piatti, spopola anche a Mayfair, nelle forme del Frico by the glass del Dolada lo spin-off londinese
di Riccardo De Prà, finito dritto su Bbc One.
Colonizzato da poco l’Apsleys da Heinz Beck, attraverso il fidato Massimiliano Blasone e una brigata quasi tutta di italians, marciano sempre spediti gli esempi
di Angela Hartnett, l’immarcesibile Locanda Locatelli (nella foto Giorgio Locatelli), il pane di Princi, la pizza di Franco Manca a Brixton, i vini
dei Frescobaldi daHarrods…
Ma sentiamo accenti familiari uscire anche da Roka in Charlotte street: ai piatti di robata grill, il sommelier Matteo Duri abbina schioppettini.
E i dolci del tristellato Ducasse al Dorchester li fa Angelo Ercolano, ex Don Alfonso.
Gabriele Zanatta
Dalla Newsletter Identità Golose n° 310 del 6/6/2010 per gentile concessione
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