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Risarcimento del danno per perdita della specifica capacità lavorativa dei lavoratori

By Redazione

Con la sentenza del giorno 8 ottobre 2007, n. 21014 la sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione è in intervenuta a decidere sulla responsabilità del datore di lavoro per
la perdita di chance conseguente alla totale perdita della capacità lavorativa specifica dei lavoratori a termine.

Fatto e diritto
Nel caso in questione, il datore di lavoro non aveva consegnato le cuffie di protezione contro i rumori agli addetti alla rampa di atterraggio degli aeromobili assunti con contratto a tempo
determinato.
In tale periodo e per cause imputabili al datore di lavoro, i dipendenti avevano subito lesioni tali da farli giudicare inidonei in sede di visita medica per l’assunzione a tempo indeterminato
da parte della stessa ditta.
La legge impone anche al datore di lavoro il dovere di correttezza e buona fede nelle obbligazioni art. 1175.c.c. e l’ordinaria diligenza richiesta nell’adempimento delle obbligazioni art. 1176
c.c.
Nel caso di specie tali comportamenti del datore di lavoro hanno determinato un danno ingiusto ex. 2043. tutelabile direttamente dall’ordinamento.
“L’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per infortunio o malattia professionale opera esclusivamente nei limiti posti dall’art. 10 del DPR n. 1124 del 1965 e per i
soli eventi coperti dall’assicurazione obbligatoria, mentre qualora eventi lesivi eccedenti tale copertura abbiano a verificarsi in pregiudizio del lavoratore e siano casualmente ricollegabili
alla nocività dell’ambiente di lavoro, viene in rilievo l’art. 2087 c.c. che, come norme di chiusura del sistema antinfortunistico, impone al datore di lavoro, anche dove faccia difetto
una specifica misura preventiva, di adottare comunque le misure generiche di prudenza e diligenza, nonché tutte le cautele necessarie, secondo le norme tecniche e di esperienza, a
tutelare l’integrità fisica del lavoratore assicurato”

La decisione della Corte di Cassazione
Per la Corte di Cassazione, il comportamento omissivo del datore di lavoro ha costituito la causa del danno riscontrato ai dipendenti e della relativa sua risarcibilità in quanto il
comportamento omissivo del datore di lavoro avrebbe determinato per tali lavoratori un danno da perdita di chances, per la perdita di eventuali assunzioni a tempo determinato per gli anni
successivi.
Per la Cassazione la chance rappresenta oggi una forma di tutela della personalità umana espressa nell’art. 2 della Costituzione che in ogni caso determina un danno patrimoniale o non
patrimoniale.
Nel caso in questione, tra le conseguenze dannose risarcibili, l’art. 1223 c.c dispone che ” il risarcimento del danno per l’inadempimento o il ritardo o il fatto illecito deve comprendere
così la perdita subita dal creditore ed il danno da perdita di chance ha rappresentato la violazione di precisi obblighi quali appunto, il dovere di proteggere tali lavoratori con le
apposite cuffie”.

Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 8 ottobre 2007, n. 21014
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