RINOTRACHEITE BOVINA: IL PIEMONTE ADOTTA NUOVE MISURE DI CONTROLLO

I bovini positivi alla rinotracheite infettiva bovina (IBR) non potranno più essere introdotti negli allevamenti da riproduzione piemontesi. Lo ha stabilito la Giunta regionale, in
linea con i programmi di controllo già avviati in molti paesi dell’Unione Europea e in alcune Regioni italiane.

La delibera appena approvata dà l’avvio a specifiche misure di controllo, effettuate dall’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Ligura e Valle d’Aosta) per evitare la
diffusione dell’infezione in alpeggio e durante gli spostamenti degli animali da un allevamento all’altro.

L’IBR è una malattia dei bovini, non trasmissibile all’uomo, che si manifesta clinicamente con sintomi respiratori e congiuntivite e può determinare consistenti perdite
per gli allevamenti a seguito di aborti, infertilità e calo delle produzioni.

In Piemonte un numero rilevante di allevatori di bovini (7.500, circa il 60% del totale) ha aderito al piano volontario per il controllo dell’infezione, avviato nel 2003, con l’obiettivo di
migliorare lo status sanitario degli allevamenti piemontesi.

L’eradicazione della malattia è un obiettivo importante per la zootecnia piemontese, poiché garantisce la possibilità di mantenere scambi commerciali con i
territori indenni e consente di attribuire maggior valore, sanitario e commerciale, ai bovini allevati (in Piemonte sono circa 860.00).

Il provvedimento regionale è risultato pertanto necessario per permettere di limitare la diffusione della malattia, proteggere gli allevamenti indenni e ridurre i fattori di rischio
per coloro che hanno intrapreso il programma di risanamento.

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