Cia: Prezzi, il latte alla stalla scende del 10 per cento

By Redazione

In occasione del Tavolo lattiero-caseario, la Cia sottolinea l’esigenza di giungere ad un valido accordo interprofessionale. I mangimi aumentati, in un anno, del 21,3 per cento, mentre il
caro-petrolio pesa il 7 per cento in più. Molte aziende a rischio chiusura.

Oggi il prezzo del latte alla stalla è del 10 per cento in meno rispetto all’inizio dell’anno , mentre quello al consumo è cresciuto in dodici mesi (giugno 2007-giugno
2008) dell’11,1 per cento. Non solo, gli allevatori hanno visto crescere i costi produttivi in media del 30 per cento (soprattutto mangimi e carburanti). E’ quanto denuncia la
Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Tavolo lattiero-caseario con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia.

Il quadro per aziende zootecniche -afferma la Cia- è sempre più preoccupante. Al momento manca un accordo interprofessionale. Ci sono soltanto intese con singole
industrie trasformatrici. Il prezzo pagato all’allevatore non è più remunerativo e i redditi, purtroppo, continuano ad essere tagliati. Una situazione di grave
incertezza che è resa ancora più difficile dagli aumenti dei costi di produzione. I mangimi, nello scorso mese di aprile, sono cresciuti,rispetto allo stesso periodo
del 2007, del 21,3 per cento. Quelli utilizzati per i bovini hanno avuto un aumento del 17,5 per cento, mentre i cruscami sono lievitati del 35,5 per cento e i panelli e le farine del 24 per
cento.

Sulle imprese pesa anche il “caro-petrolio”. I prodotti energetici -ricorda la Cia- sono aumentati, sempre in aprile, di circa il 7 per cento (più 7,1 per cento i carburanti,
più 10,2 per cento i lubrificanti, più 4,9 per cento l’energia elettrica). Costi che sono destinati a crescere vista la corsa irrefrenabile del barile di greggio che
continua a toccare sempre nuovi record.

La Cia, che conferma la sua mobilitazione sul territorio, sottolinea, quindi, l’esigenza di arrivare al più presto ad un valido accordo di filiera. Accordo che consenta di
stabilire un prezzo del latte alla stalla più equo e un meccanismo di adeguamento rispetto agli andamenti del mercato. Insomma, è indispensabile uscire da una
situazione che rischia di degenerare e provocare anche la chiusura di aziende zootecniche che non sono più nelle condizioni di operare in termini remunerativi e competitivi.

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