Riforme Costituzionali su “Proprietà Fondiaria” – dicembre 2013

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Date: Tue, 3 Dec 2013 08:41:22
Subject: Riforme Costituzionali – su “Proprieta Fondiaria” dicembre 2013 -Convegno all’ UNIMI Luciano Violante, Valerio Onida, Nicolo’ Zanon, Marilisa d’Amico – Colombo Clerici commenta

         ASSOEDILIZIA
Property owners’ Association Milan Italy
                   e
      Istituto Europa Asia

Colombo Clerici « E’ necessario  il risanamento morale della vita pubblica e politica »

COSTITUZIONALISTI ALLA STATALE DI MILANO:

La Proprieta’ Fondiaria, edizione di dicembre 2013,
riporta la sintesi del Convegno dei Costituzionalisti Italiani sul tema delle riforme costituzionali.

              *   *   *

Benito Sicchiero
Ci vollero  112 anni e cinque Papi per stabilire se la cioccolata importata dal Nuovo Mondo fosse solida o liquida, e quindi se potesse essere consumata o no nei Paesi cattolici durante la
quaresima: quando il quesito venne risolto i Paesi protestanti si erano impadroniti del mercato.

Oggi corriamo analogo rischio con le riforme: che l’Europa avanzata riesce a realizzare, mentre noi italiani, con governi che durano in media 18 mesi,  non siamo in grado di portare a
termine.

Occorre stabilità politica.

E un indirizzo per raggiungere tale obiettivo – libero poi il Parlamento di scegliere l’uno o l’altro suggerimento –  è venuto dal lavoro della cosiddetta “commissione dei saggi”
voluta dal Capo dello Stato, come è stato spiegato al Convegno “Le riforme costituzionali. Giornata dedicata alla memoria del Prof. Giovanni Bognetti” all’Università degli Studi di
Milano.

Individuati i meccanismi per procedere alla modifica della Costituzione, i risultati più interessanti sono: taglio di deputati e senatori, governo parlamentare del Primo ministro, legge
elettorale coerente; esecutivo parlamentare del Primo ministro, che tuttavia non potrà fare a meno di una riforma del sistema elettorale.
Una via di mezzo, quindi, tra semipresidenzialismo e forma di governo parlamentare: il Presidente della Repubblica nomina il premier sulla base dei risultati delle elezioni per la Camera, per le
quali occorre indicare il candidato alla presidenza del Consiglio.

Il Primo ministro, ottenuta la fiducia, può proporre nomina e revoca dei ministri; può chiedere il voto a data fissa sui disegni di legge del governo; può essere sostituito
solo dopo l’approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva.

Al Premier, inoltre, è riconosciuto il potere di chiedere lo scioglimento della Camera.

Se la Commissione ha impiegato molto meno tempo dei colleghi medievali-rinascimentali della cioccolata (2 mesi invece di 112 anni) è auspicabile che anche il Parlamento sia altrettanto
celere, la crisi economica che pretende le rapide riforme di cui si è detto, non aspetta.

Ma le sensibilità sono vivissime.

Un esempio?
Applausi scroscianti nell’Aula Magna della Statale quando la Commissione è stata rimproverata di non avere preso alcuna decisione in tema di legge  comunitaria sulla tortura che
l’Italia si ostina a non sottoscrivere.

Ma c’è ben altro da risolvere, cioè le crisi dei partiti e delle istituzioni che si alimentano a vicenda.  
Anche stavolta un esempio: ai tempi dei partiti consolidati ( 1948-1953) in 1114 sedute vennero chiesti 173 voti segreti; negli anni ’83-’87, quando i partiti mostravano segni di sgretolamento
culminati con la stagione di Mani Pulite, in 634 sedute le richieste di voto segreto furono 2485.  

E ancora. Attenti a non confondere i costi della politica con quelli della democrazia; a non ripetere il pasticcio di attribuzioni Stato-Regioni sorto con la modifica del titolo quinto.

Per evitare ciò, per la prima volta si è consentito agli esperti, i costituzionalisti, di raccogliere elementi di valutazione da sottoporre ai decisori, il Parlamento, nei confronti
del quale non esiste intento di depotenziamento.

Particolarmente interessante, tra molto altro, una considerazione sulla delegittimazione dei partiti che mette in crisi la democrazia rappresentativa; e il tentativo di una parte crescente
dell’elettorato di trovare forme dirette (rete) di partecipazione ai destini del Paese.

Ai lavori, coordinati da Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto costituzionale, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, avrebbe dovuto partecipare il Sen. Prof.
Gaetano Quagliarello che è stato trattenuto a Roma per impegni istituzionali.

Francesco Denozza, Ordinario di Diritto commerciale e Presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Giurisprudenza e Nerina Boschiero, Ordinario di Diritto internazionale e
Direttrice del Dipartimento di Diritto italiano pubblico e sovranazionale hanno portato i saluti.

Sono intervenuti, oltre alla citata Marilisa D’Amico: Luciano Violante, già Presidente della Camera dei Deputati e componente della Commissione per le riforme costituzionali; Lorenza
Violini, Ordinario di Diritto costituzionale e componente della Commissione per le riforme costituzionali; Vittorio Angiolini, Ordinario di Diritto costituzionale; Nicolò Zanon, Ordinario
di Diritto costituzionale, membro del Consiglio superiore della Magistratura e componente della Commissione per le riforme costituzionali.

Ha concluso i lavori Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale ed anch’egli componente della Commissione per le riforme costituzionali.

Il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici,  ha commentato:
“E’ necessario  il risanamento morale della vita pubblica e politica perchè l’Italia torni a prosperare.
La ripresa di fiducia nel futuro, da parte dei cittadini, passa da questo stadio.   
“Le riforme costituzionali che concernono la vita delle istituzioni democratiche sono da considerarsi senz’altro, sul piano logico e politico, prodromiche se si vogliono risanare i mali del
Paese.

Ma esse sono la condizione necessaria e non sufficiente, poichè occorre che la vita pubblica riacquisti credibilità agli occhi dei cittadini: solo in tal caso potrà esserci
quella ripresa di fiducia nel futuro da parte del popolo, senza la quale non ci sarà crescita sociale ed economica e progresso.

Su questo piano occorre dunque un profondo risanamento del Paese.”      

Benito Sicchiero
Newsfood.com

Foto: Colombo Clerici con Luciano Violante e con Valerio Onida
 

Redazione Newsfood.com

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