Welfare privato in sinergia, non in alternativa al Welfare pubblico

Welfare privato in sinergia, non in alternativa al Welfare pubblico

—–Original Message—–
Date: Fri, 29 Nov 2013 11:29:36
Subject: Centro Einaudi – Fondazione Cariplo  – Rapporto sul Secondo Welfare –  WELFARE PRIVATO IN SINERGIA – Assoedilizia informa
          Assoedilizia – Property owners’ Association Milan-Italy

              *     *    *
Due giorni alla Cariplo di Milano per illustrare un fenomeno in rapida diffusione

IL WELFARE PRIVATO IN SINERGIA NON IN ALTERNATIVA AL WELFARE PUBBLICO

 

Benito Sicchiero

 

Welfare pubblico e welfare privato in sinergia per il benessere degli italiani.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini ha colto al volo i lusinghieri risultati elencati nel Rapporto sul Secondo Welfare promosso dal Centro Einaudi (presidente
Salvatore Carrubba) e curato da Franca Maino e Maurizio Ferrera con la collaborazione della Fondazione Cariplo per proporre iniziative comuni che non si limitino a iniziative estemporanee: e per
spiegarsi meglio ha citato Papa Francesco che ha impostato l’enciclica Lumen Fidei sulla necessità di “avviare processi e non occupare spazio”.

In parole più semplici, non operare per i risultati, la visibilità, il profitto del momento; ma per migliore il futuro nella prospettiva di anni, di decenni.

I dati del rapporto sul terzo settore italiano sono indubbiamente interessanti.

Oltre seimila fondazioni, 11mila coop sociali, 670mila impiegati. La spesa privata in welfare nel nostro Paese vale il 2,1% del Pil (dato Ocse), dietro a Francia e Germania (3%), Regno Unito
(7,1%) e Olanda (8,3%).

Secondo gli studiosi, ci sono margini di espansione. Anche perché gli italiani chiedono aiuto. Basti pensare che 400mila over 65, tra cui molti lombardi, vivono all’estero in Paesi dove la
sanità costa meno e otto famiglie su 10 nell’ultimo anno hanno rinunciato a colf e badanti (dati Società italiana di gerontologia e geriatria).

Il «secondo welfare» colma aree scoperte dal pubblico: conciliare famiglia e lavoro; sostenere i non autosufficienti; rimediare a esclusione sociale e disagio abitativo.

In Lombardia, dove ha sede il 15,3% delle istituzioni non profit italiane, funzionano 13 reti territoriali di conciliazione, nate nel 2010 e rinnovate nel 2012 con un fondo di 10 milioni di euro,
peraiutare le donne a bilanciare carriera e famiglia e per garantire un impiego alle neo-mamme.

Sul fronte imprese, il rapporto segnala i casi di Atm (nido aziendale e campagne sanitarie) e dei Cral di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, aumento dei contratti di
welfare nella regione, 300 sui 1.500 sottoscritti negli ultimi tre anni.

Ma attenzione agli entusiasmi acritici di chi vede nel welfare privato l’efficienza e il risparmio e la legalità che spesso sarebbero estranei al welfare pubblico: è davanti agli
occhi di tutto il mondo il disastro della sanità privata americana che costa il doppio degli altri Paesi industrializzati e lascia senza cure oltre 50 milioni di cittadini.

Sono intervenuti, moderati da Dario Di Vico (Corriere della Sera) : Pierangelo Albini (Confindustria, direttore Lavoro e Welfare); Dario Focarelli (Ania, direttore generale);  Giuseppe
Guzzetti (Acri e Fondazione Cariplo, presidente);  Vincenzo Manes (Intek Group, presidente ad);  Gianluigi Petteni (Cisl Lombardia, segretario generale); Elide Tisi (vicesindaco di
Torino, Anci Piemonte, responsabile Area Welfare).

Nel secondo giorno i lavori sono proseguiti  con  “Riprogettare il Welfare: uno sguardo al Mediterraneo”, un convegno internazionale per gettare lo sguardo sui sistemi di welfare di
Portogallo, Spagna e Grecia e facilitare il confronto tra gli esponenti di alcune grandi fondazioni attive nell’area del Mediterraneo.
 

 
Foto: Al centro Salvatore Carrubba con Achille Colombo Clerici presidente di  Assoedilizia – Property owners’ Association Milan-Italy

 
Redazione Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento