Hotel Le Palme di Palermo: Achille Colombo Clerici risponde a Federico Orlando

Hotel Le Palme di Palermo: Achille Colombo Clerici risponde a Federico Orlando

Milano, 1 dicembre 2013
Interessante l’argomento. E’ indubbio che il Turismo sia il petrolio dell’Italia. Un’inesauribile risorsa di giacimenti in tutta la penisola: Cultura, Storia, Arte, Gusturismo di eccellenze
agroalimentari…
Siamo anche d’accordo sulla incapacità dei governanti ad elaborare una politica seria di promozione di valorizzazione territorio. Dubbio: incapacità o volontà di non
sfruttare questi giacimenti? Mi rifito di pensare che in Italia manchino manager capaci di “gestire” l’azienda turistica italiana. E se non ci fossero, non mancano certo dei “Marchionne” pronti a
far partire questa macchina che sta diventando un catorcio.
L’impreparazione degli operatori turistici, in molti casi palese, è anche frutto di una politica del lavoro che ormai non tutela nè il datore e nemmeno il dipendente. Non si investe
più nella formazione del proprio personale. Morale: qui in Italia siamo capaci a formare figure professionali altamente qualificate ma “i pezzi migliori” se ne vanno all’estero.

Colpa della politica quindi? Sì, dei politicanti e dei governanti che non si avvalgono di consulenti e tecnici preparati, conoscitori della materia (ed onesti).

Achille Colombo Clerici, è un autorevole esperto coscitore del settore immobiliare, da anni si batte per cercare di creare un trattamento fiscale equo, rispettoso delle esigenze erariali
ma non vessatorio per i contribuenti. Basterebbe che i legislatori ascoltassero i tecnici (quelli giusti), invece è una Babele! Povara Italia, poveri Italiani. Con questo andazzo saremo
(lo siamo già) terra di conquista, ed il nostro petrolio turistico, ora “giacente”, verrà sfruttato dai nuovi conquistatori, quelli che ora ci stanno mettendo in ginochio.
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

Ecco la risposta di Achille Colombo Clerici a Federico Orlando sulla chiusura dell’Hotel Le Palme di Palermo
—-Original Message—–
Date: Sun, 1 Dec 2013 09:49:47
Subject: Politica turistica in Italia ? – Hotel Le Palme di Palermo (Wagner, Tempo di Porazzi) – Europa, Federico Orlando – Achille Colombo Clerici IEA

           Assoedilizia             
Property owners’ Association Milan Italy
                  e
IEA Istituto Europa Asia

              *   *   *
 
Colombo Clerici replica a Federico Orlando di “Europa” sulla chiusura del Grand Hotel Le Palme di Palermo (dove Wagner soggiorno’ al ” Tempo di Porazzi “)
 
INCAPACITA’ DELLA POLITICA DI PROMUOVERE IL TURISMO ITALIANO
Sul quotidiano Europa del 30 novembre Federico Orlando, rispondendo a un lettore che gli segnalava la chiusura del Grand
Hotel Le Palme di Palermo, “un altro pezzo della ‘nobile Italia’ -dimenticata definizione di Dante- che se ne va”, ricordava il Grand Hotel quale piccolo crocevia della storia avendovi dimorato
da Wagner (che vi completò il Parsifal) a Crispi a Lucky Luciano ed avendo ospitato vertici di piccoli e grandi politici che hanno fatto parte della storia d’Italia.

E Orlando si rivolgeva al presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che in un’intervista a Radio Vaticana aveva ricordato dati e cause della crisi del turismo in Italia, discesa in pochi
decenni dal primo al quinto posto nel mondo nonostante resti, sempre nel mondo, la meta preferita.
Se, pur volendo, molti turisti non vengono in Italia, tra le cause andrebbero elencate l’impreparazione degli operatori turistici e la incapacità dei governanti  di elaborare una
seria politica per il turismo, che è il petrolio italiano.

Condivide in toto Colombo Clerici, che così commenta l’analisi:
 
Caro Federico, ho letto la tua risposta sulla questione del turismo nel nostro Paese; ne parlo perchè con l’Istituto Europa Asia, che presiedo, seguo l’argomento da
tempo.

Questo, che dovrebbe essere un tema dominante nel dibattito sull’economia italiana, è assolutamente trascurato.

Mancano una visione programmatoria generale, una qualsivoglia politica turistica, un qualsivoglia progetto di organico impiego degli asset cultural-artistico-monumental-paesistici di cui siamo
ricchi.

Ma tant’è: questo è rimasto il campo del “fai da te” in cui ciascuno si coltiva il proprio orticello, fin che può, contando sul grande volano della storia, della bellezza,
della cultura che abbiamo alle spalle e tutt’intorno a noi.

Altri Paesi europei, anche se meno dotati del nostro quanto a ricchezze di beni culturali, sono riusciti ad occupare i gangli vitali della politica turistica continentale, in qualche caso
egemonizzando il settore.

Da noi i grandi flussi turistici provenienti dai Paesi emergenti, gestiti come sono prevalentemente da Francia e Germania, arrivano marginalmente.

Rimane il turismo domestico che oggi risente pesantemente della generale crisi economica.

Ma anche la promozione dell’immagine-Italia, da quando si è introdotta la competenza regionale in materia turistica, si è frammentata ed in definitiva risulta grandemente
ridimensionata.

Non c’è  nemmeno un grande tour operator in grado di concludere con l’estero opportuni accordi di collaborazione reciproca.

Che ne sarà degli oltre cento milioni di nuovi turisti che nei prossimi due o tre anni si affacceranno sul mercato turistico internazionale?
Quanti ed in che modo riusciremo a “catturarne”? Chi se ne sta occupando?

Almeno c’è Expo 2015, con il suo appeal: ben venga e facciamone tesoro, a livello nazionale.

Con amicizia
Achille Colombo Clerici

CHI E’ FEDERICO ORLANDO

Federico Orlando, “ragazzo del ‘99”, è tuttora sul fronte giornalistico col grado di caporale d’onore (condirettore) di Europa. Scrive commenti politici, articoli per la pagina
culturale, una rubrica di presenza liberale (Lib) e, ogni giorno, la risposta ai lettori, passione ereditata direttamente dal suo pigmalione Montanelli, di cui fu condirettore al
Giornale e alla Voce.

Redazione Newsfood.com

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