Riforma regime suoli: I principi indefettibili a proposito di perequazione

Riforma regime suoli: I principi indefettibili a proposito di perequazione

By Redazione

Dichiarazioni del presidente Achille Colombo Clerici nel corso della intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore” e pubblicata il 10 settembre 2012, in Edilizia e Territorio.

“Siamo da sempre fautori della perequazione urbanistica, come strumento per la realizzazione della vera indifferenza dei proprietari dei suoli, di fronte alle scelte pianificatorie dei comuni.

Ma riteniamo che la Legge Regionale Lombarda, che introduce nell’ordinamento l’istituto della perequazione urbanistica, contenga due “smagliature” che possono condurre a distorsioni
sperequative ed illegittime anche sul piano costituzionale.

La sua facoltativita’ da parte dei comuni in sede di pianificazione territoriale e la mancanza di indicazioni circa le modalita’ con le quali essa debba essere attuata.

Non si dice ad esempio in cosa consista e come debba realizzarsi: se per ambiti territoriali sovracomunali o comunali, ovvero per sub-ambiti territoriali omogenei, cioe’ comprendenti aree
aventi la medesima vocazione edificatoria.

La futura riforma nazionale del regime dei suoli, nel disciplinare la perequazione urbanistica dovra’ dettarne una disciplina compiuta che contenga a nostro giudizio i seguenti principi :

  • Perequazione urbanistica obbligatoria, ma solo con riferimento ad ambiti territoriali omogenei all’interno del territorio comunale: ambiti includenti aree che presentino la medesima
    vocazione edificatoria.
  • Codificazione dei diritti edificatori trasferibili all’interno di tali aree.
  • Gestione pubblica dei diritti di cui sopra da parte dei comuni ( traslazione dei diritti non discrezionale), ad evitare fenomeni di gestione monopolistico-speculativa degli stessi.

E’ questo infatti l’unico modo per garantire che lo sviluppo urbano risponda agli interessi della citta’ e non a quelli di singoli gruppi.

E’ necessario inoltre che si introducano principi ed istituti volti a subordinare gli interventi di nuova produzione edilizia ad un momento non solo pianificatorio, ma anche programmatorio.

Per consentire al Comune di verificare, non solo la correlazione fra strutture edilizie di godimento ed infrastrutture di servizio, bensi’ anche la congruenza del rapporto tra gli interventi
stessi e la situazione socio-economica della citta”: in altri termini con riferimento ad effettivi fabbisogni di funzioni e di strutture, oggettivi ed accertati – cioe’ alla domanda del
mercato.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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