Rifiuti: 'Onoreremo il protocollo sulla piana fiorentina'
4 Dicembre 2007
Toscana, 3 Dicembre 2007 – «Il referendum sul termovalorizzatore non tocca il livello regionale, non spetta quindi a me commentarne gli esiti. La valutazione spetta alle
istituzioni locali, comune di Campi e Provincia di Firenze, ho già sentito da parte della Provincia l’intenzione ad andare avanti in modo da garantire il servizio. La Regione ha le sue
competenze nei campi della programmazione e legislazione. In questa fase stiamo lavorando a costruire un sistema più efficiente di gestione dei rifiuti, in grado di funzionare al meglio
con 3 Ato al posto di 6; in grado di prevenire il rischio emergenza che può arrivare davvero nel giro di 3 anni e, soprattutto, in grado di realizzare il massimo sviluppo possibile sul
fronte della riduzione della produzione dei rifiuti, dell’incremento della raccolta differenziata e del riuso».
Così il presidente della Regione, Claudio Martini, ha risposto ad una delle domande dei giornalisti nel corso del tradizionale briefing del lunedì mattina con gli operatori
dell’informazione.
«Tutti i documenti della Regione – ha aggiunto Martini – affermano che occorre dare piena attuazione ai piani provinciali di smaltimento dei rifiuti, a partire dall’accordo che la Regione
ha sottoscritto con la provincia di Firenze e i comuni della piana. In questo quadro, noi non ci tireremo indietro rispetto agli impegni previsti e concordati».
L’accordo è stato siglato il 31 gennaio scorso con i presidenti delle province di Firenze, Prato, Pistoia e del Circondario Empolese-Valdelsa, e i sindaci dei 12 comuni interessati,
cioè Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Sesto Fiorentino, Pontassieve, Scandicci, Rufina, Greve, Montale, Agliana e Quarrata. Prevede tra l’altro un finanziamento regionale nel quadriennio
2007-2010 di 14 milioni, di cui 6 finalizzati alla riduzione dei rifiuti e 8 per l’incremento della raccolta differenziata, oltre alla costituzione di un’unica società di gestione e di
un unico Ato.
«Il segnale più grosso che la Regione può dare in tema di rifiuti – ha concluso il presidente – è fornire il massimo impulso alle altre fasi del ciclo di smaltimento.
Non siamo nelle condizioni della Campania, ma il rischio emergenza c’è ed è dovuto al ritardo nella realizzazione degli interventi previsti dai Piani provinciali, non solo sul
fronte degli impianti ma anche sul versante del potenziamento della raccolta differenziata e della riduzione della produzione dei rifiuti. Dobbiamo recuperare e accelerare, dando piena e
tempestiva applicazione alle iniziative già decise e contenute nei Piani. Rispetto alla piana di Firenze, confermo il pieno appoggio della Regione alla realizzazione di tutti gli
interventi necessari alla mitigazione e alla riorganizzazione del territorio».
Tiziano Carradori





