Rifiuti: le discariche della Toscana si esauriranno entro il 2011
30 Novembre 2007
Toscana – Le discariche della Toscana si esauriranno tra il 2010 e il 2011, i dati presenti nel rapporto di ARRR (Agenzia Regionale Recupero Risorse) e ARPAT per l’Osservatorio regionale
dei rifiuti fotografano una situazione complessa ma dagli esiti prevedibili.
I rifiuti urbani totali prodotti in Toscana nel 2006 sono stati 2.562.000 tonnellate, pari a 703 Kg/abitante/anno in media. Di questi 1.765.000 tonnellate, il massimo registrato dal 1998 ad
oggi, sono state di rifiuti indifferenziati, dei quali il 12% (stessa percentuale da quasi dieci anni) è stato avviato ad incenerimento. Nonostante la percentuale di indifferenziati
trattati sia passata dal 9% del 1998 al 55% del 2006, la maggior parte di questi finisce ancora in discarica, sia perchè la frazione secca non ha impianti dedicati, sia perché la
frazione organica non trova utilizzo. La raccolta differenziata è attestata al 33,4% di media regionale, un risultato buono (su scala nazionale lo scorso anno era il sesto miglior dato
ed uno dei sette sopra al 30%) ma stabile dal 2004 ad oggi. Grazie alla differenziata la percentuale di rifiuti destinata a finire in discarica è scesa dall’84% del 1998 all’attuale 63%,
un dato comunque molto elevato che si traduce ogni anno in circa 1 milione e 400 mila tonnellate di rifiuti urbani cui si sommano altre 900 mila tonnellate di rifiuti speciali, per un totale
complessivo di 2 milioni e 300 mila tonnellate di fabbisogno annuale di discarica. Al 31 dicembre 2006 risultavano ancora nelle discariche regionali otto milioni di metri cubi di volumi
residui, nel frattempo altri 2,2 milioni sono stati autorizzati, ma nonostante questo incremento gli impianti presenti in Toscana si esauriranno nell’arco di circa tre anni.
“La Toscana produce molti rifiuti e troppi finiscono ancora in discarica – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – costruire nuove discariche o ampliare le esistenti,
o peggio ancora imballare e spedire lontano i rifiuti, non è una soluzione ambientalmente sostenibile. Dobbiamo dare un radicale impulso alla raccolta differenziata, portandola almeno al
50%, così come la legge prevede, entro i prossimi due anni. Proprio a questo obiettivo, al miglioramento dei meccanismo di riciclaggio e di riutilizzo dei rifiuti sarà destinata
la maggior parte dei fondi provenienti dall’ecotassa. E’ nostra intenzione attivare con i nuovi Ato, così come previsti dalla nuova legge regionale sui rifiuti, protocolli d’intesa
analoghi a quello attivato nell’area vasta metropolitana, per concentrare le risorse regionali su interventi strutturali e di sistema. Dobbiamo fare quanto in nostro potere per cercare di
diminuire l’intensità di crescita dei rifiuti, anche se questo, dato il contesto di mercato globale in cui siamo inseriti, necessita di interventi di organismi di livello nazionale e
internazionale”.
“La Regione – spiega inoltre l’assessore – ha l’obbligo di attenersi alle linee tracciate dall’Ue, che sottolinea come la parte residuale dei rifiuti debba essere riutilizzata a fini
energetici. La discarica deve essere l’ultima ratio, questo è il nostro obiettivo principale. Prima devono esserci la riduzione dei rifiuti, il riciclo ed anche il recupero energetico”.
Pamela Pucci





