Rete oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta
14 Febbraio 2008
Torino – Il III° Convegno della Rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta che si è tenuto oggi a Torino ha avuto obiettivo prioritario quello di mettere a
confronto gli operatori sanitari delle due regioni impegnati nell’assistenza e nella ricerca in ambito oncologico e di far conoscere i risultati dei loro recenti studi, nonché i progetti
avviati nel corso degli anni 2006-2007 e le ricadute positive del lavoro svolto sull’assistenza ai malati.
I dati epidemiologici
Nell’ultimo biennio, sono state circa 250 le pubblicazioni scientifiche, frutto della collaborazione dei vari gruppi oncologici, che hanno arricchito la comunità scientifica
internazionale, talora con scoperte originali, altre volte con proposte di modelli organizzativi, che grazie al costante sostegno assicurato dalle due Regioni stanno consentendo di rendere
più efficace e appropriata la cura e l’assistenza oncologica.
I dati epidemiologici lo confermano: negli ultimi anni si è registrato un significativo incremento del divario tra incidenza e mortalità, dovuto alla consistente riduzione della
mortalità per alcune sedi tumorali, pur in presenza di un aumento dell’incidenza.
In Piemonte, il numero di nuovi casi all’anno è di circa 11.440 maschi e 11.800 femmine. Il cancro del polmone rimane il tumore epidemiologicamente più rilevante negli uomini, con
un’incidenza annua nell’area di Torino pari a 80/100.000.
Nelle donne esso rappresenta il terzo tumore più frequente, dopo i tumori della mammella e del colon-retto.
La sopravvivenza relativa a 5 anni, per l’insieme dei tumori, tra i residenti a Torino mostra un progressivo trend in aumento: circa il 50% dei maschi e il 60% delle femmine oggi è vivo
a 5 anni dalla diagnosi di cancro, con punte dell’85% per le donne affette da tumore della mammella.
Esistono ampi margini di riduzione dell’incidenza attraverso misure efficaci di prevenzione primaria, come ad esempio per il tumore del polmone (lotta contro il tabagismo) e le modificazioni
degli stili di vita.
Per i tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon-retto, i programmi di screening promossi dalla Regione risultano essere efficaci, estesi a tutto il territorio e in grado di
coinvolgere una percentuale sempre maggiore di cittadini.
La Rete oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta ha come scopo prioritario quello di potenziare i collegamenti organizzativi e la collaborazione tra le diverse strutture che, nelle diverse fasi
della storia clinica, concorrono alla gestione dei pazienti con neoplasia, garantendo l’equità di accesso e la continuità delle cure, favorendo un approccio interdisciplinare e
migliorando l’appropriatezza dell’assistenza.
I ricoveri ordinari per motivi oncologici in Piemonte nel corso degli ultimi anni si sono gradualmente ridotti. L’attività si svolge prevalentemente nelle strutture di day hospital e
ambulatorio, che rappresentano più del 50% dei ricoveri oncologici in totale, con punte fino al 70% nell’azienda ospedaliero-universitaria «San Giovanni Battista – Molinette»
di Torino, sede della presidenza e del coordinamento operativo della Rete. Ancor di più oggi, nell’era della target therapy, la deospedalizzazione rappresenta uno degli
obiettivi della Rete.
La migrazione fuori Regione riguarda soprattutto le Asl sul confine con la Lombardia e la Liguria e presenta nel corso degli anni un andamento stabile (7-8%).
La maggior parte degli spostamenti dalla propria Asl di residenza avviene invece verso istituti della Rete regionale. Gli spostamenti all’estero rappresentano un flusso sempre più esiguo
di pazienti (<1 per 1000).
Per raggiungere questo risultato, sono stati realizzati numerosi progetti sperimentali che hanno rafforzato il network: la Rete di cure palliative, la nutrizione clinica domiciliare, la Rete
della medicina riabilitativa, la Fad (Formazione a distanza) per medici e infermieri ed altri ancora in fase di realizzazione.
Il Piemonte, infine, è attivamente impegnato in Bosnia-Erzegovina per l’estensione del programma di screening dei tumori del collo dell’utero e per l’attivazione di un Centro oncologico
(reparto di degenza, day hospital e ambulatori) previsto a maggio 2008, presso il Cantone di Zenica a circa 80 Km da Sarajevo, sede di un nuovo polo oncologico parte integrante della rete
oncologica.
Il nuovo Clinical Trials Network
In occasione del convegno, verrà oggi presentato ai circa 300 operatori presenti in rappresentanza delle diverse specialità e strutture che si occupano di oncologia in Piemonte e
Valle d’Aosta un nuovo progetto ambizioso, primo ed unico nel suo genere nel panorama italiano: la creazione di un «Clinical Trials Network della Rete Oncologica del Piemonte e
della Valle d’Aosta», che permetterà di condurre sperimentazioni cliniche, in particolare studi clinici controllati e randomizzati (randomized clinical trials),
straordinari strumenti per acquisire nuove conoscenze scientifiche e per trasferire i risultati delle ricerche e le casistiche alla pratica clinica e tradurle nelle decisioni di politica
sanitaria. L’attività svolta in rete permetterà anche di controbilanciare le crescenti pressioni delle industrie farmaceutiche e favorirà l’autonomia dei ricercatori, oltre
che la sostenibilità dei costi da parte del Servizio sanitario e, non ultimi, la standardizzazione dei trattamenti e la riduzione dei rischi/errori.





