Una marcia per la sanità vercellese e valsesiana
11 Febbraio 2008
Vercelli – «Lancio un appello a tutte le forze politiche, economiche e sociali del territorio e soprattutto ai cittadini, perché sono convinto che sia arrivato il
momento di dare un segnale forte» con queste parole il Presidente della Provincia Renzo Masoero ha di fatto dato il via all’organizzazione di una marcia per l’ospedale di Vercelli e in
difesa della sanità vercellese e valsesiana.
«Quella dell’Ospedale di Vercelli è una situazione intollerabile che riflette la più generale criticità della sanità vercellese e valsesiana. Si rende
necessaria una radicale inversione di rotta. La marcia vuole essere un modo civile e pacifico per scongiurare che il Piano Sanitario della Regione spogli Vercelli e tutto il territorio delle
strutture ospedaliere, recando, così, grave pregiudizio al diritto alla Salute dei cittadini».
Nel corso della Conferenza Stampa Masoero ha anche abbozzato una data, quella del 1° marzo, da concordare ovviamente con il Comune di Vercelli. Così come il percorso che si
snoderà per le vie cittadine concludendosi davanti al luogo simbolo della sanità vercellese, l’Ospedale Sant’Andrea.
Masoero ha quindi lanciato un invito a trecentosessanta gradi. «La manifestazione è «per» e non «contro». E’ aperta a tutti, dai Comuni alle associazioni di
categoria, ai sindacati, agli stessi operatori della sanità, agli esponenti e ai partiti politici, ma soprattutto alla gente. L’intento è quello di far capire a chi ha
responsabilità amministrative e politiche in merito alla sanità che le istituzioni e i cittadini non sono soddisfatti. Chiediamo impegni precisi e concreti, non certo elettorali.
Perché purtroppo in questi dieci anni abbiamo registrato un via vai di assessori che sono venuti a promettere. Giovedì 14 febbraio è attesa la visita dell’Assessore
regionale Artesio. Sarà probabilmente l’ennesimo momento di belle parole che però non porteranno a nulla di concreto. Perché nel frattempo l’ospedale di Vercelli è
quasi diventato una succursale di Novara, mentre Santhià, Gattinara e Varallo sono quasi state cancellate dalla geografia della sanità piemontese».
Masoero ha sottolineato l’apoliticità dell’iniziativa, spiegando tra l’altro che al termine della marcia non ci saranno interventi o comizi. «Verrà soltanto letto un
documento dove saranno elencate le categorie che hanno aderito e le finalità della marcia stessa. Un documento che consegneremo alla Regione e al direttore dell’Asl
Barabino».
Masoero ha concluso il suo intervento ricordando tra l’altro come la Provincia abbia recentemente approvato un Ordine del Giorno in Consiglio Provinciale, votato all’unanimità da tutte
le componenti politiche, nel quale è stata espressa viva preoccupazione sulla situazione di disagio della sanità vercellese e valsesiana.
L’ultimo invito lo rivolge ai sindacati, «affinché riflettano sulle finalità della marcia e vi prendano parte. Perché si tratta di un impulso istituzionale ed
è mio desiderio muovermi nell’esclusivo interesse dei cittadini».
Alla conferenza stampa era presente anche il consigliere regionale, rappresentante della commissione sanità in Regione, Luca Pedrale.





