Rivoluzione 118, Cavallera: «moltiplica i dirigenti ma non i risparmi»

By Redazione

Torino – «Quali sono le gravi disfunzioni che hanno indotto la Giunta regionale a creare ex novo un dipartimento regionale interaziendale per il servizio medico del 118,
attuando una vera e propria rivoluzione copernicana nella sanità locale?» A porre la domanda è il consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cavallera, con un’interpellanza
urgente di cui chiede venga data risposta in sede di Commissione competente.

«Un cambiamento così radicale nella gestione del 118, che prima era gestito dalle Asl – afferma Cavallera – potrebbe trovare giustificazione solo per eliminare importanti carenze,
che peraltro non ci risultavano generalizzate e che a nostro parere erano eventualmente migliorabili con interventi selettivi locali. Vorremmo quindi sapere nel dettaglio quali sono i motivi
che hanno indotto la Regione a prendere questa decisione drastica e quali saranno invece i vantaggi apportati dal nuovo sistema, compresi quelli economici».

Il consigliere azzurro sottolinea che l’istituzione del dipartimento interaziendale ha determinato la formazione di nuove posizioni dirigenziali con ben otto primariati, uno per ogni Provincia,
e ovviamente un capodipartimento.
«La moltiplicazione degli incarichi ci pare un evento inconciliabile con l’obiettivo di razionalizzare i costi – prosegue Cavallera – secondo quell’ottica di efficienza gestionale che
l’aziendalizzazione delle aziende sanitarie richiede».
L’esponente azzurro rimarca inoltre che il trasferimento dalle Asl alle Aso delle convenzioni dei medici operanti sul territorio e nei Dea di Torino, Alessandria e Novara, avvenuto con
determinazione unilaterale regionale, non è compatibile con quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale vigente, che prevede possibilità di convenzioni esclusivamente
con le Asl.

«Mentre in passato – precisa Cavallera – i medici del 118 di molte città, convenzionati con l’Asl, prestavano i loro servizi anche al pronto soccorso, in caso di necessità,
ora l’irrigidimento strutturale non permette di sfruttare tali sinergie. Il possibile vuoto di copertura dei turni nei PS provinciali comporterà nuove assunzioni, sicuramente più
costose delle convenzioni con i medici di base, con l’inserimento di nuovo personale. Il tutto a discapito dei destinatari finali del servizio, la cui presunta maggiore efficienza rispetto al
passato è tutta da verificare».

L’interpellanza del consigliere Cavallera chiede chiarimenti anche sul software Priority Dispatch per la valutazione delle chiamate nelle centrali operative del 118, che può essere
utilizzato da personale non infermieristico, e sulle conseguenze della sua introduzione a livello di organizzazione del personale. L’atto ispettivo chiede infine ragguagli sullo stato di
funzionamento dei defibrillatori presenti sulle ambulanze medicalizzate, strumenti che risulterebbero in parte obsoleti.

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