Quote latte, Cia: totale insoddisfazione. Domani di nuovo in piazza con Confagricoltura

Quote latte, Cia: totale insoddisfazione. Domani di nuovo in piazza con Confagricoltura

“Totale insoddisfazione”. Questo il giudizio della Cia-Confederazione italiana agricoltori nei confronti dell’iter alla Camera del decreto sulle quote latte, le cui modifiche apportate sono
addirittura peggiorative del provvedimento uscito nelle scorse settimane dal Senato. Agli allevatori non si danno risposte valide, mentre per l’agricoltura non ci sono assolutamente soldi veri.
Anzi, ci sono “soldi zero”. Misure che aggravano ulteriormente lo scenario, già alquanto fosco, del mondo agricolo del nostro Paese alle prese con costi sempre più pesanti che
allontano inesorabilmente sviluppo e competitività.

“Ci sentiamo presi in giro. In queste ore a Montecitorio -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi- c’è stato un vero e proprio balletto di cifre, ma alla fine il risultato
è stato uno solo: al settore primario non arrivano finanziamenti concreti. I soldi stanziati per il Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali, 110 milioni di
euro, vengono sottratti a stanziamenti già decisi per l’agricoltura. Quindi, il classico gioco delle tre carte. La motivazione resta la solita: non ci sono risorse. Per recuperare gli
interventi finanziari basterebbe accorpare in un’unica data le elezioni europee e il referendum elettorale. Una decisione che permetterebbe di risparmiare più di 400 milioni di euro. Ne
beneficerebbero non solo le imprese agricole, ma anche altri comparti della nostra economia”.

“Da tempo sosteniamo -sottolinea Politi- che per il Fondo è indispensabile un finanziamento pari almeno a quello dello scorso anno: 230 milioni di euro. La cifra decisa dalla Camera
è irrisoria e potrebbe far lievitare, quando inizierà la campagna assicurativa, di almeno quattro volte il costo delle polizze che gli agricoltori andranno a sottoscrivere. E
questo, visto le difficoltà con cui oggi le imprese agricole sono costrette a confrontarsi, potrebbe portare molti produttori, alle prese con oneri gestionali opprimenti, a non stipulare
contratti assicurativi”.

“Per questo motivo domani -rileva il presidente della Cia- torneremo a protestare. E questa volta lo faremo insieme con la Confagricoltura. A Roma, in piazza Montecitorio, davanti la Camera dei
deputati, dove si sta discutendo il decreto sulle quote latte, si terrà un grande sit-in che vedrà la partecipazione di tantissimi agricoltori. Saranno presenti anche delegazioni
di quelli allevatori che da settimane hanno organizzato in diverse zone del Paese presidi per protestare contro il provvedimento del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali
Luca Zaia”.

“Quello che è accaduto in questi giorni nella discussione alla Camera -rimarca Politi- è estremamente grave. Gli emendamenti introdotti al decreto sulle quote latte penalizzano
sia gli allevatori che hanno rispettato le regole e compiuto notevoli sacrifici per gli investimenti sia l’agricoltura nel suo complesso. Oltre alle pochissime risorse per la copertura del
Fondo per calamità naturali, in pratica 80 milioni di euro per il pregresso e solo 30 milioni di euro per quest’anno, è stata ridotta anche la proroga delle agevolazioni
contributive per le zone di montagna e svantaggiate. La scadenza fissata al 30 settembre prossimo rischia di aggravare pesantemente la situazione di migliaia di imprese. Non si può
continuare nella logica dei rinvii. Andrebbe, invece, studiata una misura di carattere strutturale al fine di dare respiro alle aziende agricole che operano in territori particolarmente
difficili, dove evidenti sono i problemi in termini di minore meccanizzazione, difficoltà di commercializzazione, frammentazione e polverizzazione fondiaria”.

“Ci troviamo davanti -aggiunge il presidente della Cia- a tante promesse e pochi fatti concreti. Tutti i comparti dell’agricoltura sono in grande affanno, sempre più schiacciati dai
costi e da una drastica riduzione delle risorse. Non a caso, nei giorni scorsi, al presidente del Consiglio abbiamo chiesto un segnale anche nei confronti di migliaia di imprese agricole che,
senza interventi concreti e mirati, rischiano di chiudere i battenti, con le relative gravi conseguenze sotto il profilo economico, occupazione e sociale. Ma finora non ci sono state risposte.
Anzi, quello che sta avvenendo in queste settimane ci conferma il totale disinteresse del governo, il cui silenzio sull’emergenza degli agricoltori è sempre più assordante”.

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