Lombardia: La crisi del latte comincia a colpire anche Busto Arsizio e il Basso Verbano

Lombardia: La crisi del latte comincia a colpire anche Busto Arsizio e il Basso Verbano

Milano – La crisi del latte non risparmia le aziende della provincia di Varese, ma l’Assessore all’Agricoltura Bruno Specchiarelli mette in campo le prime mosse per rispondere alle
difficoltà e dare sostegno concreto alle realtà a rischio chiusura.

L’Assessore Specchiarelli e il presidente di Cia Varese Giovanni Giubilini hanno appurato che una decine di aziende della zona di Busto Arsizio e del Basso Verbano dovranno affrontare il grosso
problema di dove conferire il proprio latte. In questo momento, infatti, per queste realtà si sta prospettando il rischio della chiusura immediata, che causerebbe anche la perdita di
qualche decina di posti di lavoro.

Preso atto della situazione l’Assessore provinciale ha subito fissato un’incontro con queste aziende, durante il quale proporrà una possibile soluzione concreta al problema: «Ho
già contattato il presidente di Prealpina latte Fabio Binelli e insieme stiamo valutando la concreta possibilità di raccogliere il latte prodotto in queste aziende. Mi rendo conto
che questa operazione potrebbe avere costi aggiuntivi per la cooperativa varesina. E’ però vero che da un lato si andrebbe a rafforzare la presenza di Prealpina latte nella nostra
provincia poiché la raccolta avverrebbe in una zona di territorio oggi “scoperta”; dall’altro Villa Recalcati è disposta a sostenere quest’operazione coprendo una parte dei costi
aggiuntivi in quanto socia della cooperativa stessa».

Tale operazione è finalizzata a sostenere le realtà agricole del territorio in un momento di grande difficoltà. «Si tratta di un segnale importante e dal grande valore
simbolico – ha dichiarato Giubilini – Questa iniziativa conferma il grande impegno dell’istituzione provinciale per la salvaguardia del settore agroalimentare del Varesotto e con la
finalità di difendere l’elevata qualità del nostro latte e dei nostri prodotti. Detto ciò, resta la grande preoccupazione sia per il basso costo riconosciuto dalla filiera ai
nostri produttori, sia per il fatto che il numero delle aziende abbandonate dai grandi marchi possa crescere nelle prossime settimane».

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