Quanti tappi di Bollicine made in Italy per il fine anno 2013?

Quanti tappi di Bollicine made in Italy per il fine anno 2013?

Orsara di Puglia, Piano Paradiso, 31 dicembre 2013
Non vogliamo entrare in polemica e conflitto con chi fa calcoli, stime, numeri, pur da un pulpito così autorevole come Coldiretti, ma crediamo che sia nostro dovere mettere a confronto, o
quanto meno cercare conferme con altre fonti autorevoli e più specialistiche.
OVSE è una rete, creata da Giampietro Comolli, che da 22 anni raccoglie ed elabora dati dando un quadro ben preciso sul mondo delle Bollicine.
In particolare cerca di estrapolare dati veritieri, cercando di non mescolare volumi e valori, export dall’italia e produzioni Italiane all’estero!

Qualche giorno fa, Giampietro Comolli al telefono:-… e’ un po’ come quando lo Champagne indica che “in Italia” annualmente sono spedite (…dato degli anni ruggenti cioè intorno
all’anno 2005) 9.600.000 bottiglie e poi OVSE scoprì che circa 2.750.000 bottiglie venivano “re-esportate” da ditte commerciali italiane, con sede in Italia ma interessi diversi in altri
Paesi (vedi Svizzera, Spagna, Turchia, Libano, Libia, Tunisia….) . questo vuole dire che in Italia restavano al consumo reale circa 6.850.000 bottiglie. All’epoca circa 3.600.000 erano
consumate solo nei 24 gg di fine anno. Nel 2013 le bottiglie di Champagne stappate nei 24 gg di fine anno non arriveranno a 2.400.000 !! perse 1,1 mil di bottiglie. Probabilmente un altro 1,0 mil
durante l’anno per cui probabilmente nel 2013 in Italia saranno stappate e consumate realmente nel 2013 qualcosa come circa 4,9/5,0 milioni di bottiglie. Sempre un buon numero che farebbe comodo
a Trento e Franciacorta in primis.”

Chiediamo quindi a Giampietro Comolli, di darci una situazione secondo OVSE.
E’ lui il fondatore nel 1991 del primo e unico osservatorio economico vini effervescenti italiani. Chi meglio di lui, in 22 anni, di specializzazione può confermare questo successo e
record delle Bollicine?

Giampietro Comolli, quanti tappi volano o voleranno made in Italy per il fine anno 2013 ?

-“Occorre conoscere bene i diversi mercati esteri per essere precisi e dare dati certi. All’OVSE e al CEVES (il centro studi e ricerche collegato e dedicato a rispondere a domande specifiche
delle imprese produttrici italiane e straniere annoverando fra i clienti alcuni marchi-brand top dello Champagne e del Cava) cerchiamo di elaborare e capire i numeri reali.   Innanzitutto
bisogna capire se si parla di dati dei volumi o dei valori, se questi ultimi sono all’origine ( franco cantina) o al consumo ( sui vari mercati e canali), se si danno i numeri sul prodotto franco
cantina, sullo spedito e passato per la dogana, sul venduto in Italia e in quali/quanti Paesi esteri, sul consumato/stappato realmente nei 24 gg canonici che sono considerati validi per le
statistiche di OVSE, ovvero da Santa Lucia a Epifania, oppure sono ricompresi anche i brindisi di Halloween.
Inoltre all’estero in molti Paesi al 30 settembre 2013 non sono ancora probabilmente giunte a destinazione molte “casse” di consumo di fine anno.

Così pure in Italia. Per cui -chiarezza doverosa- il dato spedito non collima con il consumato.

Immagino che altri elementi di valutazione siano importanti?
-“Certamente, -continua Giampietro Comolli nella risposta a newsfood.com- come avere 294 “friends” grazie LinkedinGroup dotati di password che comunicano ad OVSE ogni 3 mesi con mail dettagliate
su arrivi-consumi-prezzi-pubblicità-tendenze nei 48 Paesi dove siamo presenti. Anche per OVSE esiste un errore che cerchiamo di limitare al 2-4% al massimo, almeno crediamo.
Ma su 100 milioni di bottiglie vuol dire qualche milione di bottiglie. Tutto più facile diventa se il dato è riferito a produzione o dati doganali di spedizione, ma non
corrispondono al “numero esatto di bottiglie stappate”. Si parla di stima su stima, quindi l’errore statistico sale. Un po’ come i dati in recenti campagne elettorali!!

Bene, interessante il paragone, ma arriviamo ai numeri comunicati in questi giorni. Sono giusti? Rispecchiano la realtà?
Ripeto che il metodo analitico e statistico è la base del dato corretto, eppure ci possono essere errori. Inoltre -continua Giampietro Comolli nella risposta a newsfood.com- vi sono
bottiglie di spumante imbottigliato all’estero con nomi di fantasia che richiamano il paese di origine. Al consumo sono considerate bottiglie italiane. Noi come Ovse consideriamo solo bottiglie
provenienti dal Paese di origine. Confermiamo quindi che le bollicine “Made-in-Italy” vero e controllato, di soli vini spumanti (non bottiglie di vini  frizzanti), sia metodo italiano che
metodo tradizionale, in 24 gg canonici (escluso teste e coda non classificabili per OVSE da 22 anni inerenti alle SS. Festività di fine anno, sono in totale 188 milioni circa, di cui 69
milioni consumate in Italia.
Sicuramente il consumo all’estero è in crescita e negli ultimi 10 anni sono stati registrati continui aumenti in valore e volumi, escluso il 2010 che ha fatto registrare una forte frenata
in alcuni paesi e nel 2012 in Russia, quasi al ritmo del 7-8% annuo. “

Una ultima curiosità di  newsfood.com; ma sono 88 milioni le bottiglie di metodo tradizionale prodotto in Italia, ovvero il 20% di un totale, parliamo di produzione all’origine,
 di 440 milioni? 
Comolli:-“non intendo confutare i dati altrui, ma posso solo dire che  parlare di metodo Charmat per le bollicine italiana, made in Italy, di Asti e Prosecco e Lambrusco e Brachetto d’Acqui
e Conegliano e Valdobbiadene e Cartizze  è molto riduttivo essendo un metodo nato in Italia grazie a un enotecnico italiano-piemontese e l’Italia rappresenta il primo produttore al
mondo di questa tipologia di vini, idem sarebbe utile che non si continuasse a chiamare champenoise l’altro metodo di produzione, quello ” tradizionale o tradizionale classico2 come dice la legge
italiana.
Dai nostri primi dati relativi a produzione e consumo di spumanti italiani nel 2013 (i dati ufficiali saranno resi noti con tabella il 15-20 gennaio 2014) risulta – come abbiamo già
indicato a fine novembre – una produzione di poco inferiore a 440 milioni, saranno circa 300 milioni le bottiglie esportate e il consumo in Italia sarà intorno a 140 milioni.  La
produzione di metodo tradizionale italiano, ovvero Trento, AltaLanga, Franciacorta, Oltrepò, Cruasè e altre piccole zone, sarà di circa 24 milioni di bottiglie che su 440
milioni rappresentano solo il 6% del totale, quasi tutto consumato in Italia.
Per curiosità: il Cava dopo anni di forte calo, riprende una quota annua intorno a 350-400 mila bottiglie importante in Italia e consumate; male per lo Champagne se non c’è un colpo
di coda finalissimo degli ultimi giorni, calo che si attesta intorno al 20% in volume su base annua, ovvero un consumo  prossimo ai 5 milioni di bottiglie nette, ovvero senza contare quelle
re-esportate da ditte commerciali con sede in Italia ma esportatrici di food&beverage.”  

Buon Anno a tutti         
  
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com
Ed ecco i due comunicati stampa di Coldiretti: N.878 – 29 Dicembre 2013 e N.880 – 31 Dicembre 2013

Inizio messaggio inoltrato:
Da: Coldiretti – Relazioni Esterne  
Oggetto: CAPODANNO: COLDIRETTI, IN ITALIA SALTANO 80 MLN TAPPI DI SPUMANTE
Data: 31 dicembre 2013 09:28:06 CET
N.880 – 31 Dicembre 2013
CAPODANNO: COLDIRETTI, IN ITALIA SALTANO 80 MLN TAPPI DI SPUMANTE

Con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre saliranno ad oltre ottanta milioni le bottiglie di spumante Made in Italy stappate durante le festività. E’ quanto stima la Coldiretti nel
sottolineare che ben l’86 per cento gli italiani non ha rinunciato allo spumante mentre appena l’ 11 per cento ha scelto lo champagne. In Italia – sostiene la Coldiretti – sono state prodotte nel
2013 circa 440 milioni bottiglie di spumante delle quali circa l’80 per cento con il metodo Charmat e il resto con il metodo classico Champenois che differisce perché la fermentazione non
avviene in autoclave, ma in bottiglia e comporta una lavorazione che può durare fino a tre anni con un prezzo finale più elevato. Le bollicine italiane all’estero hanno registrato
un aumento del 16 per cento delle esportazioni che per il 2013 raggiungono il  massimo storico di oltre 700 milioni.  A segnare i maggiori incrementi degli acquisti di spumante sono la
Cina dove le esportazioni sono addirittura raddoppiate (+101 per cento), mentre in Russia – sottolinea la Coldiretti – fanno segnare una crescita del 31 per cento. Un successo che viene
ulteriormente confermato dal boom degli acquisti di bollicine italiane nel Regno Unito (+50 per cento), che diventa il secondo importatore dopo gli Stati Uniti, dove peraltro lo spumante
tricolore cresce del 24 per cento. Complessivamente a fine anno saranno 290 milioni le bottiglie di spumante italiano esportate all’estero rispetto ai 150 milioni stappate in Italia nel 2013.
Complessivamente gli italiani spenderanno in media 66 euro per il cenone di Capodanno che quasi sette italiani su dieci (68 per cento) consumeranno a casa, divisi tra chi  preferisce
organizzare nella propria abitazione (28 per cento) e chi è stato invitato da amici o parenti (40 per cento), secondo l’analisi della Coldiretti/Ixè.
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
 

Da: Coldiretti – Relazioni Esterne   
Oggetto: CAPODANNO: ALL’ESTERO 140 MLN DI BRINDISI ITALIANI, E’ RECORD
Data: 29 dicembre 2013 09:33:45 CET
N.878 – 29 Dicembre 2013

CAPODANNO: ALL’ESTERO 140 MLN DI BRINDISI  ITALIANI, E’ RECORD
Raddoppia valore export bollicine italiane stappate in Cina (+101%)
 
Per le sole festività di fine anno all’estero saranno stappate 140 milioni di bottiglie di spumante italiano.  E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che è record
storico per le bollicine Made in Italy all’estero dove si registra un aumento del 16 per cento in valore delle esportazioni per un importo stimato in oltre 700 milioni per tutto il 2013, sulla
base di proiezioni relative ai dati Istat nei primi nove mesi del 2013. A segnare i maggiori incrementi degli acquisti di spumante sono la Cina dove le esportazioni sono addirittura raddoppiate
(+101 per cento), mentre in Russia – sottolinea la Coldiretti – fanno segnare una crescita del 31 per cento. Un successo che viene ulteriormente confermato dal boom degli acquisti di bollicine
italiane nel Regno Unito (+50 per cento), che diventa il secondo importatore dopo gli Stati Uniti, dove peraltro lo spumante tricolore cresce del 24 per cento. Tra i nuovi mercati – rileva
Coldiretti – va sottolineato l’aumento record delle esportazioni in Australia (+72 per cento). Si tratta di risultati che – precisa la Coldiretti – trainano l’intero settore dei vini per i
quali si registra complessivamente un aumento dell’8 per cento in valore dell’export. Complessivamente a fine anno saranno 290 milioni le bottiglie di spumante italiano esportate all’estero. Un
numero superiore a quelle consumate in Italia se si considera che – sostiene la Coldiretti – sono state prodotte nel 2013 oltre 440 milioni di bottiglie delle quali circa l’80 per cento con il
metodo Charmat e il resto con il metodo classico Champenois che differisce perché la fermentazione non avviene in autoclave, ma in bottiglia e comporta una lavorazione che può
durare fino a tre anni con un prezzo finale più elevato. La crescita dello spumante italiano è accompagnata – continua la Coldiretti – dalla leadership incontrastata in Italia dove
sono ben l’86 per cento gli italiani che non rinunciano allo spumante per le feste di fine anno mentre appena il 11 per cento ha preferito lo champagne, secondo l’indagine
Coldiretti/Ixè.
 
 
I BRINDISI MADE IN ITALY NEL MONDO
Cina                           + 101 per cento
Regno Unito             + 50 per cento
Russia                       + 31per cento
Stati Uniti                   + 24 per cento
FONTE: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat in valore ai  primi 9 mesi del 2013
 
Redazione Newsfood.com

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