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Prosecco Doc sostenibile, Zanette lancia il progetto di sostenibilità ambientale economica sociale della produzione viticola

Prosecco Doc sostenibile, Zanette lancia il progetto di sostenibilità ambientale economica sociale della produzione viticola

By Giuseppe

Prosecco Doc lancia il progetto di sostenibilità ambientale economica sociale della produzione viticola

Monitoraggio di 14.670 ettari su 24.450 totali oggi impiantati in 9 Province e due Regioni

Obiettivo Prosecco Green

28, novembre 2020
Giampietro Comolli

Ricevo da diversi amici giornalisti l’ultimo comunicato del Consorzio Prosecco Doc, spedito dall’amica Albina Podda, da sempre guida della comunicazione del Consorzio Prosecco Doc. Non lo ricevo direttamente ma mi fa piacere leggerlo e sono orgoglioso che molti colleghi ex direttori di consorzi di tutela importanti Docg e Doc, Veneti e non solo, di direttori di testate web, di amici giornalisti  mi chiedano un parere in merito alle informazioni contenute da un messaggio così importante.

Il comunicato parla di una avventura iniziata nel 2017, quando il consorzio decide di percorrere la strada del conseguimento della certificazione di sostenibilità dell’intera Doc Prosecco, bianco&rosè. Mi ricordo gli anni, quando ero direttore a Valdobbiadene del Consorzio Altamarca, già nel 2005-2006, organizzammo due convegni con illustri tecnici di Cava e Champagne sulla loro strategia,  chiamata “VignobleVert” -VV-  dal Civc, il potente istituto interprofessionale dei viticoltori e imbottigliatori di Champagne.

Tema che fu poi mirabilmente sviluppato all’interno del Consorzio Valdobbiadene-Conegliano con il direttore Vettorello, un agronomo-viticolo. E nei 15 comuni delle “colline dell’Altamarca”, più i 7 dei Colli Asolani,  qualcosa iniziò a muoversi e dopo alcune peripezie formali e burocratiche, eliminando metodi superati e difficili degli interventi sanitari,  addirittura si arrivò al riconoscimento Unesco delle dolci colline vitate trevigiane.

Illuminante, già 15 anni fa, la lezione tenuta dall’amico Dominique Moncomble, direttore tecnico del Civc, e di suoi colleghi in merito alle azioni “green” avviate a Epernay su 32.000 ettari vitati, con tutte le grosse problematiche connesse alla estensione, intensità, concentrazione, esposizione, allevamento, impiantistica delle vigne di Chardonnay e Pinot(s).

Spiegò la difficoltà di far concordare estensione e controlli, prevenzione ed efficacia. Una bella sfida che su estensioni più limitate, per esempio in Franciacorta, hanno dato alcuni successi, ma ancora non totali, non su tutti gli ettari vitati e non in tutte le aziende,  perché le variabili e le azioni necessitano, soprattutto a livello di ente consortile e non aziendale, una notevole schiera di grandi tecnici viticoli, agronomi, enologi, periti ambientali e idrologici.

Quindi la sfida “Prosecco Green” si fa molto interessante: su 24 450 ettari impiantati per produrre Prosecco Doc, almeno il 60% della superficie vitata cioè 14.670 ettari, si intende porre in cura – così dichiarano nel comunicato stampa – con severi criteri di sostenibilità ambientale indicati da un protocollo stilato dal Consorzio Doc.

Sfida nella sfida, ma attenzione alla forza tecnica necessaria, alla importanza della omogeneità e intensità necessaria su aree diversificate e magari distanti, alla scelta delle vigne e ai controlli del prodotto ottenuto scegliendo parametri fissi uguali per tarare e riconoscere il lavoro svolto. Un primo merito va al presidente Zanette che dopo l’avvio degli standard di certificazione con Equalitas – ottimo primo gradino di partenza –,  ora punta su un modello di governance più mirato e diffuso della DO.

Una DO estesa e su più regioni e province necessita di una squadra di altissimo valore tecnico, reputazione e considerazione non solo nel campo accademico e scientifico, ma anche nella credibilità storica, di affezione, di dna su certe sperimentazioni, ricerche. Intanto il progetto presentato ieri ha avuto molti utenti, speriamo viticoltori,  collegati online interessati all’esercizio della sostenibilità, non facile diciamo, in vigne così importanti.

Il presidente Stefano Zanette dimostra massimo impegno: “Come Consorzio sono state realizzate diverse iniziative per la sostenibilità: la piantumazione di 76 ettari di nuove siepi nella denominazione; la promozione e l’incentivazione del settore  biologico e dell’SQNP; la proposta di modifica del disciplinare volta ad eliminare del tutto il glifosato, il folpet e il mancozeb. La sostenibilità è richiesta dal mercato e dalla popolazione. Noi come denominazione sentiamo l’obbligo di giungere a livelli di sostenibilità elevati, tali da non compromettere i risultati fin qui conseguiti”.

Tutto il progetto, così è chiaro dagli interventi di Gianluca Fregolent e Alberto Zannol della direzione agroambientale Regione Veneto e di Andrea Giorgiutti della direzione qualità produzione della Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolge diverse istituzioni chiamate ognuno a svolgere un compito di ricerca e di assistenza, in modo di avere uno stretto legame fra il mondo produttivo e coloro che poi imbottigliano e vendono il vino.

Quindi un processo e un metodo che va dal viticoltore all’imbottigliatore al fine di mandare un segnale chiaro al consumatore: il Prosecco Doc intende alzare l’asticella della qualità non tanto endogena al prodotto (ovvero dati tecnici oggettivi, fisico-chimici e analitici sensoriali) che devono essere sempre più un dato di fatto non discutibile, bensì quella molto importante della reputazione nella scelta e nella considerazione oggettiva e soggettiva del consumatore finale, fattore oggi determinante per mantenere le posizioni acquisite, trovare nuovi mercati e nuovi consumatori, offrire nuove chanches al Prosecco Spumante Doc, metodo italiano.

Sembra evidente che l’operazione segue anche la linea del nuovo Psr regionale che in base alla nuova importante partita del primo e secondo pilastro della Pac 2021-2027 si punterà sulla sostenibilità produttiva in tutti i settori agroalimentari europei.

Il progetto stesso avrà bisogno, oltrechè la adesione sostanziale e concreta di un numero notevole di imprese viticole e vitivinicole che coprano almeno quei circa 15.000 ettari in monitoraggio, nei servizi e assistenza del Crea, importantissimo organismo del Mipaaf oggi diretto da un tecnico di grande capacità e conoscenza come Stefano Vaccari, una delle figure dirigenziali più esperte di via XX Settembre a Roma, insieme e in prima fila da sempre, con il CirVe dell’università di Padova.

Quindi aspettiamo i primi risultati concreti e i dati delle prime risultanze della sostenibilità ambientale sociale ed economica come illustrato dai tecnici coinvolti.

Consorzio al link https://proseccosostenibile.wine/

Scarica pdf  Comunicato, locandina interventi

Copertina: Elaborazione grafica di Newsfood.com

 

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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