Progetto Olly: energia e calore dall’olio fritto

Progetto Olly: energia e calore dall’olio fritto

Olio fritto non più scarto sgradito ma fonte di calore ed energia elettrica. In questo nodo, diminuire il problema dei rifiuti ed ottenere preziosi risorse.

Questa l’offerta del Progetto Olly, sistema di collaborazione che fa agire fianco a fianco enti locali, operatori della distribuzione alimentare ed aziende di smaltimento rifiuti.

Il progetto nasce nel 1999. In Trentino, un gestore dei rifiuti ed uno del ciclo delle acque si mettono assieme per sviluppare un sistema mirato di raccolta, stoccaggio e riciclo degli oli
vegetali usati. Il sistema viene chiamato “Öli” (alla tedesca) e si dimostra valido sia per le esigenze delle singoli cittadini che per quelle delle industrie.

In seguito, il progetto assume il marchio registrato di Olly e si specializza alle esigenze domestiche. Le sue tecniche permettono di eliminare dalle fogne circa 2.200 tonnellate di olio
esausto all’anno ogni 650.000 abitanti. Tale olio diventa biodisel, da cui si ottengono circa 1 MWh di energia elettrica, pari al fabbisogno di 3000 famiglie, nonché 600 KWh termici,
calore sufficiente per 500 famiglie.

In Austria e Germania, Olly copre 1800 comuni e raggiunge circa 1800 famiglie.

Allora, è tempo di attraversare le Alpi. Secondo le stime, ogni anno l’italiano medio consuma 3,5 kg di olio alimentare. Nonostante la leggi lo vieti, gran parte dei cittadini scarica
l’olio usato nelle fogne, spesso esasperata da mancanza o cattivo funzionamento da strutture o centri di raccolta. Comunque sia, il danno è rilevante: ogni litro di olio nelle fogne
è causa di 1.000.000 di litri di acqua non potabile.

Allora, il Progetto Olly prova a conquistare l’Italia: dopo il Trentino, dove è già presente, le sue strutture arrivano in Toscana. Al momento, si parla di una sperimentazione,
centrata sulle provincie di Firenze e Prato. Collaboratore fondamentale di Olly è Unicoop Firenze, i cui locali (Ponte a Greve, Prato, Borgo San Lorenzo, Barberino di Mugello e Bagno a
Ripol) ospitano i punti di raccolta. Fondamentali i secchielli: di colore giallo e dalla capienza di tre chili, vanno portati a casa e riempiti con gli oli da cucina. In primis, olio da
frittura, ma anche olio d’oliva, oli di conserve, di scatolette di tonno e grassi di origine animale,

Quando il contenitore è pieno, va portato (ben chiuso) alla “casette”, strutture vicino ai punti di raccolta. Il cittadino lascia il contenitore pieno e ne ritira una uno vuoto.

Da poco sono arrivati i dati dell’applicazione sperimentale del Progetto Olly nei centri di Parco Prato e Firenze Ponte a Greve. Dopo circa 365 giorni di attività i, il conferimento
medio, nei due Centri, è di circa 2.500 secchielli al mese, cioè 7.500 kg di olio al mese e 90.000 all’anno.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Progetto Olly di Eco.energia per l’Italia

Matteo Clerici

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