Prof. Serraino e Prof. Tirelli: Bondi ha ragione su Ilva e Tumori a Taranto

Prof. Serraino e Prof. Tirelli: Bondi ha ragione su Ilva e Tumori a Taranto

By Redazione

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Da: “PROF. UMBERTO Tirelli” 
Oggetto: Re: TUMORI, TIRELLI: ILVA, DICHIARAZIONE BONDI CONFERMA DATI CRO AVIANO. NESSUNA EVIDENZA SCIENTIFICA TRA FABBRICA E TUMORI
Data: 15 luglio 2013 16:25:17 CEST
 
Intervista/Dichiarazione esclusiva per Newsfood.com

Milano, 15 luglio 2013
Professor Serraino, Direttore Epidemiologia e Biostatistica, e professor Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, vi hanno sorpreso le
dichiarazioni del commissario Bondi sul caso Ilva?

“No. Le dichiarazioni del commissario Bondi sono basate sui dati dei suoi consulenti scientifici e riportano all’attenzione il problema dell’interpretazione dei dati di mortalità ed
incidenza di vari tipi di malattie (anche non oncologiche) nella zona di Taranto.
Come da noi già evidenziato nell’agosto 2012 nell’analisi statistica condotta dal nostro istituto di Aviano, insieme all’ISTAT e all’Istituto Tumori Pascale di Napoli sui dati di
mortalità ISTAT, basata sui certificati di morte ufficiali e sulla mortalità per tumore nel sud Italia tra il 1999 e il 2003, è stato dimostrato che la mortalità per
tumori (in particolare del polmone) negli uomini e nelle donne della provincia di Taranto è uguale alla media delle provincie del Sud Italia.
La tipologia di studio epidemiologico Sentieri, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, non è adeguata a dimostrare il nesso di causalità tra inquinamento ambientale ed
incidenza di malattie. Pertanto – ribadiscono Serraino e Tirelli – l’ipotesi che l’Ilva sia la causa di tutti i tumori evidenziati è in disaccordo con le evidenze scientifiche riportate
dalle più grandi agenzie di ricerca sul cancro del mondo.

Per esempio, nello studio Sentieri, i tumori della prostata sembrano diminuiti nell’uomo, così come i tumori del colon retto e dell’ovaio nella donna. Sembra esserci paradossalmente un
effetto protettivo che ovviamente non ha basi scientifiche.

Per tutti i tumori, in particolare quelli correlati al fumo, solo gli studi analitici in grado di misurare le esposizioni individuali nell’arco di decenni (il periodo di tempo necessario a
sviluppare una malattia neoplastica) sono accettati dalla comunità scientifica internazionale come indicatori di rischio neoplastico, cosa che manca nello studio Sentieri.

Va tenuto però presente che uno studio epidemiologico definitivo sul comune di Taranto non esiste ad oggi in quanto questo ipotetico studio dovrebbe avere precise caratteristiche:
1) essere in grado di misurare le esposizioni individuali, dato che la quota di tumori attribuibile ad inquinamento ambientale è stimata intorno all’ 1-2%;
2); l’uso della residenza al momento della diagnosi del tumore non è un criterio adeguato in quanto nulla dice sulle esposizioni ai fattori di rischio noti per i tumori che le persone
accumulano nel corso dei decenni necessari allo sviluppo di un tumore; 
3) usare almeno la georeferenziazione  degli  indirizzi, che andrebbero associati ai residenti in modo uninominale per mappare le residenze nel tempo (almeno 30 anni, dato il tempo che
ci vuole per sviluppare, p.es.,  il carcinoma del polmone);
4) tenere conto dei principali fattori di rischio individuali, quali il fumo e l’occupazione, lo stato socio-economico (p.es., è noto che la residenza in zone disagiate, come vicino a
impianti industriali, è associata allo stato socio economico basso, che a sua volta è associato all’aumento della frequenza del fumo che è la causa principale del carcinoma
del polmone).

Inoltre – concludono Serraino e Tirelli –  va detto che in Italia ci sono circa 1300-1500 nuovi casi di tumore all’anno in bambini da 0 a 14 anni e non risulta esserci un eccesso a Taranto
rispetto alla media nazionale”.

Redazione Newsfood.com

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