Sigarette elettroniche: funzionano, ed allora aumentiamo le tasse!

Sigarette elettroniche: funzionano, ed allora aumentiamo le tasse!

Milano, 12 maggio 2013
E’ la solita storia.
Il fumo, come l’alcol, come il gioco d’azzardo e qualsiasi altra “droga” sono dei mezzi di suicidio -lenti o violenti, consapevoli o inconsapevoli- che l’uomo si è inventato per
dimostrare agli altri che è “più intelligente” degli animali ed illudere se stesso che …”tanto smetto quando voglio…”.

Secondo noi l’intelligenza  dovrebbe servire per migliorare la qualità della vita.

Lo Stato, chi ci governa, deve solo fare cassa per cercare di far quadrare i conti (e principalmente di mantenere i propri privilegi di casta) oppure dovrebbe pensare anche alla salute dei
cittadini?

Il gioco d’azzardo è vietato ma è proprio lo Stato a gestirlo “legalmente”, a pubblicizzarlo massicciamente, ed intascare pare 80 miliardi di Euro all’anno (circa 1.200 Euro per
ogni cittadino, dal neonato al centenario) ma si lava la coscienza riconoscendo il vizio come malattia e stanzia denari pubblici per “guarire” le sue vittime.

Per il fumo è la stessa cosa: prende soldi da chi coltiva e lavora il tabacco, poi lo distribuisce attraverso P.V. dedicati (Tabaccai) ma sulle confezioni scrive “il fumo uccide” e poi
tassa chi cerca di fare qualcosa per ridurre il vizio del fumo.

Meglio far cassa subito.  Aumentano i malati ma i morti significano pensioni da pagare in meno … e facciamo contenta l’INPS.

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Ecco cosa ci scrive Umberto Tirelli:

Inizio messaggio inoltrato:
Da: “PROF. UMBERTO Tirelli”  
Oggetto: SIGARETTE ELETTRONICHE, TIRELLI: SBAGLIATO TASSARE CHI VUOLE SMETTERE IL VIZIO
Data: 13 maggio 2013 10:56:24 CEST

Umberto Tirelli per Newsfood.com:
“Voler tassare le sigarette elettroniche e fare così in modo che meno persone le utilizzino è completamente sbagliato, in quanto con esse si diminuisce l’introduzione delle sostanze
cancerogene dovute alla combustione delle sigarette tradizionali e che sono alla base delle malattie ben note” dichiara il prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica
dell’Istituto Tumori di Aviano.
“Non va dimenticato che il fumo rappresenta il più grande problema sanitario di oggi e dei prossimi 20 anni sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Un terzo dei tumori
è dovuto alle sigarette che sono la principale causa di cancro prevenibile.
Solo in Italia vi sono 37.000 nuovi casi di tumore del polmone, circa il 90% dei quali sono dovuti al fumo di sigaretta con 30.000 morti l’anno. Il fatto che vi sia un calo della vendita di
tabacco dovrebbe essere accolto con grande favore e non invece far pensare ai minori introiti per le tasse.
Le malattie associate al fumo, quelle oltre che oncologiche anche cardiovascolari e polmonari, fanno spendere allo stato italiano sicuramente molti più soldi per le malattie correlate di
quanto ne possa ricavare dalle tasse, oltre all’ovvio impatto umano.
Il minor utilizzo di tabacco in Italia sembra essere dovuto all’uso delle sigarette elettroniche, che sono degli strumenti contenenti nicotina utilizzati per liberarsi dal tabagismo, e sembrano
essere quelli più efficaci in quanto hanno come punto forte la gestualità, uno degli elementi chiave della dipendenza psicologica dal fumo. Anche se non esiste ancora un dato sulla
sicurezza assoluta delle sigarette elettroniche è ovvio che senza sostanze cancerogene le sigarette elettroniche sono certamente meno dannose che le sigarette tradizionali.
Il fatto che gli aromi contenuti nelle sigarette elettroniche non siano del tutto testati nel lungo periodo va di pari passo col fatto che oltre le 70 sostanze cancerogene certificate dalla
Organizzazione Mondiale della Sanità presenti nel fumo di sigaretta tradizionale contengono migliaia di sostanze chimiche che possono portare comunque danni all’apparato respiratorio senza
eventualmente provocare il cancro.
Le sigarette elettroniche hanno tutte le potenzialità per essere molto meno dannose per l’organismo del fumatore e pertanto non dovrebbero essere introdotte tasse per scoraggiarne
l’impiego. È evidente che il percorso di disassuefazione dalla nicotina che è una sostanza stupefacente deve tener conto non solo dei centri di antifumo dei dispositivi rilascianti
nicotina come la sigaretta elettroniche ma soprattutto della volontà di voler smettere.
Nel frattempo coloro che sono forti fumatori e fumano per esempio 30 sigarette al giorno se ne fumano 5 al giorno perché utilizzano la sigaretta elettronica hanno un grande vantaggio per
la loro salute”.

Prof.Umberto Tirelli
Direttore
Dipartimento di Oncologia Medica
Primario
Divisione di Oncologia Medica
Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN)
www.umbertotirelli.it

Umberto Tirelli
per Newsfood.com

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