Prodotti conservati fuori dal banco frigo: ne risponde il venditore

Prodotti conservati fuori dal banco frigo: ne risponde il venditore
Aula di tribunale - Martelletto da giudice

Aula di tribunale – Martelletto da giudice

Con sentenza del 17 novembre 2014 il Tribunale di Pordenone ha condannato L.M. alla pena di Euro 3.000,00 di ammenda, in relazione al reato di cui agli artt. 5, lett. b), e 6, comma 3, L. n. 283 del 1962 (per avere, quale responsabile del punto vendita PAM , detenuto per la vendita su di uno scaffale di tale punto vendita, con temperatura tra 19 e 20 gradi, venti confezioni sottovuoto di formaggio a pasta dura TRENTINGRANA D.O.P., tra le quali ve ne era una con estese formazioni di muffa).

Nella vicenda in esame il Tribunale è pervenuto alla affermazione di responsabilità dell’imputato a seguito del rinvenimento, presso il punto vendita di cui il ricorrente era responsabile, di 19 confezioni di formaggio a pasta dura “Trentingrana d.o.p.”, esposte per la vendita su uno scaffale a temperatura ambiente, nonostante la confezione di tali prodotti riportasse l’indicazione della necessità di conservazione in frigorifero a temperatura compresa tra 0° e + 8°, e il manuale di autocontrollo della società PAM Panorama, titolare della rivendita, prescrivesse la conservazione dei formaggi a pasta dura in banchi refrigerati.

Conservazione in frigo degli alimenti

Conservazione in frigo degli alimenti

Il Tribunale ha sottolineato che il formaggio contenuto in una di tali confezioni presentava tracce di muffa, concludendo, in modo logico, per la sussistenza del reato contestato, essendo evidente il cattivo stato di conservazione di tutte suddette confezioni alimentari.
Poiché la responsabilità del ricorrente è stata affermata a causa della conservazione dei prodotti alimentari a temperatura non idonea, cioè a temperatura ambiente e non a quella compresa tra 0° e + 8°, risultano chiaramente insussistenti i presupposti di applicabilità della esimente di cui all’art. 19 L. n. 283 del 1962 secondo cui non sussiste responsabilità del gestore del punto vendita in relazione a contraffazioni relative ai requisiti intrinseci o di composizione dei prodotti o alle condizioni interne dei recipienti.

(Cass. Sez. III Pen. 26 aprile 2017, n. 19596)

 

Avv. Fabio Squillaci
Newsfood.com

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avv-fabio-squillacijpgCHI E’ FABIO SQUILLACI

Fabio Squillaci è avvocato, specializzato in Professioni Legali ed allievo del Corso Galli in Napoli. Ha svolto con profitto lo stage ex art. 73 D.L. 69/2013 affiancando un giudice penale presso il Tribunale di Cosenza.
Da sempre amante delle interazioni tra il diritto e le altre scienze, ha collaborato in diverse attività di ricerca. In qualità di cultore della materia collabora con i docenti per lo svolgimento di attività seminariali e di esercitazione, nonché per lo svolgimento degli esami di profitto.
Autore di varie pubblicazioni su Persona e danno, diritto.it, Camminodiritto e Salvis Juribus, Newsfood.com; ha di recente pubblicato la monografia “Il diritto storto”.

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