Che fine fanno i prodotti alimentari sequestrati?

Che fine fanno i prodotti alimentari sequestrati?

Milano 8 marzo 2017
Giacomo ci scrive da Bari e ci chiedo che fine fanno i prodotti alimentari che a vari titoli vengono sequestrati.
Perché -si chiede Giacomo- non si vede mai dove vengono stoccati o distrutti ?

Si può assistere alla loro distruzione?
In particolare, che fine fanno  i prodotti sequestrati  (velenosi e/o in qualche modo nocivi alla salute) e quelli che sono invece non in regola con la legge, ma utilizzabili? (scaduti da poco, etichettatura non conforme alla Normativa, ecc)

Non sarebbe opportuno che ci fosse più trasparenza?

Giacomo dalla provincia di Bari

 

Risponde l’Avvocato Fabio Squillaci:

Facciamo chiarezza sulla procedura
Ai sensi dell’Art. 1. della Legge n. 283/1962 e dell’art. 20 del DPR 327/1980 sono soggette a vigilanza per la tutela della pubblica salute la produzione ed il commercio delle sostanze destinate alla alimentazione.
A tal fine l’autorità sanitaria può procedere, in qualunque momento ed a mezzo dei competenti organi ed uffici, ad ispezione e prelievo di campioni negli stabilimenti ed esercizi pubblici, dove si producano, si conservino in deposito, si smercino o si consumino le predette sostanze.

Essa può, altresì, procedere al sequestro delle merci e, ove dagli accertamenti eseguiti risulti necessario per la tutela della pubblica salute, alla loro distruzione. Il Comune riceve la richiesta di conferma o convalida del sequestro cautelativo effettuato per alimenti nocivi alla salute pubblica da parte del NAS (Nucleo Anti-Sofisticazioni del Ministero della Sanità) ed entro 48 ore dalla data di ricevimento della comunicazione il sequestro viene confermato dal Comune con l’adozione di un atto formale che verrà trasmesso agli interessati tramite notifica da parte dei messi comunali.

Chi ha subito il sequestro può opporsi entro 10 gg. dal ricevimento della convalida di sequestro inviando copia dell’opposizione, direttamente al Nucleo NAS competente.

Espletati gli accertamenti del caso, il Nucleo NAS che ha effettuato il sequestro richiede d’ufficio o previo ricevimento di una richiesta da parte di chi ha subito il sequestro, l’eventuale dissequestro con restituzione o dissequestro con distruzione degli alimenti sequestrati o la destinazione a uso diverso dall’alimentazione umana delle merci sequestrate.

Una volta che il Nucleo NAS ha deciso in merito invia al Comune una nota contenente le decisioni prese, affinchè il Comune predisponga l’atto formale da inviare agli interessati tramite i messi comunali per la notifica.

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo una controversia avente ad oggetto l’impugnazione del provvedimento con il quale una ASL ha disposto il sequestro cautelativo e la distruzione di alcuni prodotti alimentari rinvenuti in un magazzino aziendale ove, a seguito di apposito sopralluogo, sono stati accertati gravi problemi igienico-sanitari.

Ne deriva che l’interessato per mezzo del suo legale può assistere alle operazioni di stoccaggio e distruzione della merce ma può anche se ritiene impugnare il provvedimento di sequestro dinanzi al TAR territorialmente competente.

Avv. Fabio Squillaci
per Newsfood.com

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avv-fabio-squillacijpgCHI E’ FABIO SQUILLACI

Fabio Squillaci è avvocato, specializzato in Professioni Legali ed allievo del Corso Galli in Napoli. Ha svolto con profitto lo stage ex art. 73 D.L. 69/2013 affiancando un giudice penale presso il Tribunale di Cosenza.
Da sempre amante delle interazioni tra il diritto e le altre scienze, ha collaborato in diverse attività di ricerca. In qualità di cultore della materia collabora con i docenti per lo svolgimento di attività seminariali e di esercitazione, nonché per lo svolgimento degli esami di profitto.
Autore di varie pubblicazioni su Persona e danno, diritto.it, Camminodiritto e Salvis Juribus, Newsfood.com; ha di recente pubblicato la monografia “Il diritto storto”.

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