Prezzo della pasta: per la Coldiretti gli italiani sono d'accordo con l'indagine dell'antitrust

L’apertura da parte dell’Antitrust di un’istruttoria per possibili violazioni della concorrenza per gli aumenti dei prezzi della pasta è accolta positivamente da quasi 4 cittadini
italiani su 10 che temono fortemente per il mancato governo della situazione “rincari” con il 37 per cento che arriva addirittura a chiedere un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli
alimenti.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di una indagine elaborata insieme ad Swg nel commentare l’annuncio dell’Antitrust che intende indagare su ”possibili intese restrittive della
concorrenza” tra associazioni che ”potrebbero aver dato indicazioni per aumenti dei prezzi omogenei sul territorio nazionale”.

La notizia – sottolinea la Coldiretti – arriva alla vigilia del decimo anniversario del World Pasta Day che si festeggia il 25 ottobre.

Anche se nel 2007 si è verificata una riduzione record del 4,5 per cento negli acquisti domestici secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi otto mesi
dell’anno, l’Italia è il principale consumatore mondiale di pasta con un consumo procapite medio annuo di 28 chili, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un
francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese.

Anche per effetto di nuovi paesi consumatori secondo l’Unipi dal 1998 a oggi la produzione di pasta nel mondo e’ cresciuta dell’ 80 per cento, da 6,4 a 11,7 milioni di tonnellate.

La produzione nazionale di pasta ammonta a 3,2 milioni di tonnellate e per oltre la metà è destinata all’esportazione.

La nostra indagine sui prezzi – sottolinea la Coldiretti – ha fatto venire alla luce una forte preoccupazione il mancato governo della situazione dovuto alle scelte della politica che favorisce
il mantenimento di inefficienze nelle filiere, per poi scaricarle a monte sulla produzione e a valle sui consumatori.

L’indagine Coldiretti/Swg evidenzia come la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal
produttore al consumatore (66 per cento) a differenza di quanto accade negli altri paesi europei (42 per cento), ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e
dalle catene di distribuzione (37 per cento).

La spesa alimentare media per famiglia – sottolinea la Coldiretti – è salita a 467 euro al mese destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne per 105 euro, di frutta e
ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 64 euro.

E secondo un studio della Coldiretti dei circa 467 Euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 Euro (51 per
cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole.

Una tendenza che va accentuandosi nel tempo.

Questo significa chiaramente che – conclude la Coldiretti – i prezzi aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola ed è necessario lavorare per rendere piu’ chiaro e diretto
il percorso del prodotto con l’etichetta di provenienza, ma anche intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore evitando di ritardare le necessarie ristrutturazioni.

LA PASTA E GLI ITALIANI IN CIFRE

Consumi: 28 chili/anno a persona (il più alto del mondo)

Andamento acquisti: – 4,5 per cento per quelli domestici nei primi 8 mesi

Produzione nazionale: 3,2 milioni di tonnellate/anno

Esportazioni: il 53 per cento della produzione

Prezzi: 4,5 per cento a settembre 2007

Pastifici attivi in Italia: 150

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat, Ismea, Nielsen, Unipi

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