Post terremoto – Nasce l’Osservatorio “Ricostruire Pulito”
23 Ottobre 2009
Vigilare per garantire che la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo sia legale e sicura, raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui fenomeni di illegalità e individuare proposte
per una riedificazione “virtuosa” sotto il profilo strutturale, economico e sociale. Con questi obiettivi è nato “Ricostruire pulito”, l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e Libera che sarà realizzato nei prossimi mesi in Abruzzo in collaborazione
con la Provincia dell’Aquila.
Il progetto è stato presentato all’Aquila presso il Centro Direzionale CARISPAQ Strinella 88 dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane, il presidente di Legambiente Vittorio
Cogliati Dezza e il presidente di Libera Luigi Ciotti. Insieme a loro anche il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo, la direttrice di Libera Gabriella Stramaccioni e Sebastiano
Venneri, responsabile Osservatorio ambiente e legalità Legambiente. L’intenzione delle due associazioni è quella di coinvolgere la società civile e tenere alta l’attenzione
sul pericolo di infiltrazione criminale nelle opere di ricostruzione post-terremoto, coadiuvando le istituzioni preposte nell’azione di monitoraggio sulle imprese coinvolte nelle attività
edilizie, dal movimento terra alla produzione del calcestruzzo, dalla fornitura dei mezzi ai fino allo smaltimento degli inerti e le attività estrattive.
L’Osservatorio sarà anche un punto di riferimento per la popolazione che potrà essere fatta partecipe in azioni di “vigilanza” e di volontariato. A questo scopo è stato
attivato l’indirizzo e-mail: osservatorioaq@gmail.com a disposizione dei cittadini per raccogliere le segnalazioni.
“Fin dalle prime ore dopo il sisma – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – le squadre di volontari di Legambiente si sono impegnate per fornire assistenza alle
persone e anche per la messa in sicurezza del patrimonio culturale a rischio. Con questo progetto l’associazione intende andare oltre l’emergenza e proseguire l’impegno preso perché la
ricostruzione in Abruzzo sia anche una rinascita della legalità. Come racconta il nostro annuale rapporto Ecomafia, infatti, anche in questa regione sono molte le inchieste aperte sul
fronte degli appalti e delle illegalità nel ciclo del cemento. E questa tragedia – ha aggiunto Cogliati Dezza – ha purtroppo dimostrato che la criminalità nel settore edilizio
all’Aquila ha già fatto affari, rendendo il sisma una vera catastrofe per tutto territorio e la popolazione”.
“La Provincia dell’Aquila ha fatto la sua parte – ha aggiunto la presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane – Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato all’unanimità
l’istituzione dell’Osservatorio. La consistenza economica delle risorse necessarie per la ricostruzione, l’impatto ambientale degli interventi previsti, dallo smaltimento delle macerie alle opere
di ricostruzione, richiede la massima attenzione per prevenire illegalità e tentativi di infiltrazione. Accanto alla prevenzione di fenomeni di illegalità ci proponiamo attraverso
l’Osservatorio anche di diffondere un processo di buone pratiche della ricostruzione”.
Nel mirino di Legambiente e Libera ci sono i gruppi criminali che attraverso le estorsioni puntano al controllo del mercato delle costruzioni. Secondo l’ultimo rapporto Ecomafia, infatti, nel
2008 in Abruzzo sono state denunciate 367 persone e sono stati operati 71 sequestri immobiliari per un totale di 319 infrazioni accertate dalle forze dell’ordine. Numeri inquietanti che pongono
L’Abruzzo al 9° posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo del cemento.
“Ricostruire pulito”
La gestione delle macerie
L’Osservatorio affiancherà l’azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti nel monitoraggio del corretto smaltimento delle macerie provocate dai crolli. Un primo problema,
sotto questo aspetto, riguarda la possibilità di risalire attraverso l’esame dei detriti a eventuali responsabilità legate alla scarsa qualità dei manufatti edilizi. Si
vigilerà anche sull’applicazione della procedura di separazione delle sostanze nocive dai residui inerti, prevista nei protocolli d’intervento dopo i terremoti, anche per evitare
rischi alle popolazioni sfollate. Tra le proposte concrete su cui l’Osservatorio cercherà di costruire convergenze virtuose c’è la definizione di un progetto per il recupero e il
riciclaggio degli inerti, anche ai fini di un minor ricorso alla cavazione.
Gli appalti per la ricostruzione
Il calcestruzzo depotenziato e gli interessi dei clan presenti nella regione. Gli appalti che puzzano di bruciato e le nomine che destano perplessità. Il mix è di quelli che
impongono di tenere gli occhi bene aperti. Che la ricostruzione sia subito finita nel mirino dei clan non è una novità. Il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha messo a
disposizione un pool di magistrati per vigilare sui tentativi di infiltrazione.
L’Osservatorio si pone l’obiettivo di affiancare le istituzioni competenti nel monitorare le imprese edili e di costruzione coinvolte nella ricostruzione; controllare il meccanismo dei subappalti
e del nolo di mezzi e macchinari; controllare la filiera di approvvigionamento e la qualità dei materiali utilizzati, in particolare la produzione di calcestruzzo verificando
l’idoneità delle cave per l’estrazione degli inerti e della sabbia; vigilerà anche sul trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti dai crolli e dalle
demolizioni.
Oltre alle aziende costruttrici, tutte le operazioni sul territorio andranno monitorate affinché avvengano nel rispetto delle norme antisismiche e degli equilibri idrogeologici, per
garantire la massima sicurezza sia in termini di legalità che di staticità degli edifici realizzati.
Cave e movimento terra
L’Osservatorio affiancherà l’azione di verifica e monitoraggio delle istituzioni competenti anche per quanto riguarda, le attività di movimento terra, con una particolare attenzione
all’attività di cavazione, alla destinazione e all’utilizzo delle terre di scavo. La questione è particolarmente delicata perché l’Abruzzo non ha un Piano Cave regionale e
nemmeno piani provinciali. Quello estrattivo, dunque, è un settore interamente nelle mani dei cavatori, che operano senza alcun controllo effettivo. Una situazione che si ritiene
preoccupante in vista della ricostruzione post-terremoto.
Ricostruire nella legalità
L’Osservatorio può rappresentare uno dei nodi di una rete per la ricostruzione nella legalità, che dovrebbe coinvolgere, mantenendo ovviamente ognuno le proprie competenze, la
società civile, la Protezione civile, la Prefettura de L’Aquila, la Regione Abruzzo, la Provincia e i Comuni delle aree terremotate, la Camera di Commercio, l’Associazione nazionale dei
costruttori edili, la Procura de L’Aquila e la Procura nazionale antimafia. Attraverso l’Osservatorio si potrebbe garantire il necessario flusso d’informazioni (ovviamente tranne quelle
eventualmente coperte da riserbo istruttorio) tra i diversi soggetti della rete.
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