Che vergogna!

Che vergogna!

Sono al mare con i miei nipoti nella stessa località da qualche anno, perché é giusta per loro. Un parco vacanze con un bel mare, una grande spiaggia dove loro giocano
liberamente ed io leggo un buon libro. Come sempre ci sono le “boutique” ambulanti che, senza forzature e pressioni, offrono la loro merce.

Queste persone non fanno male a nessuno, cercano semplicemente di vivere, anzi sopravvivere senza rubare, uccidere o commettere malefatte. Io credo che non danneggino poi così tanto i
negozi. Ognuno di noi è consapevole del fatto che non ci sia nessuna qualità in questi acquisti. I tre o cinque euro di un abitino o una borsa non sono certamente paragonabili ai
costi, a volte troppo esosi, dei negozi di abbigliamento o simile. Per quanto riguarda le firme, si vede che sono marchi taroccati, quelli veri si riconoscono da lontano. Ma queste sono mie
idee.

Il problema che vorrei portare alla luce attraverso il vostro giornale che amo leggere quotidianamente, è un altro e ben più grave. Quest’anno dov’eravamo ma sicuramente non solo
lì, c’è stata una grande caccia alle streghe. Due o tre volte al giorno arrivava la Polizia municipale per catturare quei poveri negozianti la cui unica colpa era quella di cercare
di guadagnare senza far del male. Come da lontano si vedeva arrivare un poliziotto, c’era un folle fuggi fuggi di borsoni pesanti ed ingombranti. L’obiettivo era di proteggere la loro misera
mercanzia. A volte riuscivano nel loro intento, ma spesso li vedevo tornare sulla battigia con le lacrime agli occhi, non per la paura del carcere ma a causa del sequestro della merce, già
pagata prima di essere venduta.
 
Proprio una mattina, mentre passeggiavo, qualcuno ha sentito due integerrimi poliziotti dirsi: “Questo vestito va bene a mia suocera, questi sono per mia moglie e mia figlia. Tu cosa porti a
casa?

A voi la conclusione…

Lettera firmata

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