Politica marittima integrata dell'UE e politica comune della pesca

La Commissione europea ha deciso di riorganizzare in modo radicale la Direzione generale responsabile della pesca e degli affari marittimi, alla «DG FISH» subentrerà la
Direzione generale degli affari marittimi e della pesca, che sarà nota come DG MARE.

Il cambiamento più importante riguarda la creazione di tre Direzioni geografiche cui competerà la gestione sia della politica comune della pesca che della nuova politica marittima
integrata dell’UE (Integrated Maritime Policy – IMP) nelle tre principali regioni marittime europee. A queste sarà affiancata una nuova Direzione responsabile del coordinamento e
dell’elaborazione delle politiche. Le altre due Direzioni (Politica esterna e Risorse e questioni giuridiche) non subiranno cambiamenti di rilievo. Maggiore attenzione sarà dedicata alla
pesca nel Mediterraneo e al controllo nelle acque internazionali, nel rispetto dell’impegno assunto dall’UE di lottare contro la pesca illegale. La nuova struttura entrerà in vigore il
29 marzo.
José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha dichiarato: «La nuova organizzazione della DG MARE dimostra la determinazione della Commissione a condurre una politica
marittima integrata e specifica. Essa consentirà alla Commissione di affrontare in modo coerente l’insieme delle problematiche che interessano ciascuna delle principali regioni marittime
europee e i mari in generale.»

Joe Borg, commissario per gli affari marittimi e la pesca, ha aggiunto: «La nuova organizzazione rafforzerà l’applicazione della nuova politica marittima integrata dell’UE. Questo
agevolerà il ricorso ai vari strumenti della politica comune della pesca al fine di instaurare condizioni di sostenibilità in tutte le zone di pesca europee.»

Alle tre Direzioni geografiche competeranno le seguenti regioni:

? Artico, Atlantico e regioni ultraperiferiche
? Mediterraneo e Mar Nero
? Mare del Nord, Mar Baltico e paesi privi di sbocco sul mare.

Ad esse si aggiungerà una Direzione orizzontale incaricata del coordinamento e dell’elaborazione delle politiche. Una Direzione internazionale sarà responsabile della politica
esterna sia per la pesca e gli affari marittimi che per le questioni connesse ai mercati. Infine, la sesta Direzione della DG MARE si occuperà delle questioni giuridiche, delle risorse,
della comunicazione e delle relazioni con le altre istituzioni e con i gruppi di interesse.

La nuova struttura rafforzerà la capacità della Commissione di elaborare e attuare politiche sia nel settore degli affari marittimi che in quello della pesca. Essa
agevolerà inoltre il ricorso coordinato all’insieme delle risorse e degli strumenti politici per ciascuna regione marittima: politica marittima, conservazione degli stock ittici,
controllo e rispetto delle norme della pesca e politica strutturale.

La politica marittima integrata, adottata nell’ottobre 2007 a seguito di un ampio processo di consultazione delle parti interessate, mira ad attuare un approccio integrato ai mari e agli oceani
europei, per sviluppare sinergie tra le politiche settoriali (trasporti, ambiente, ricerca, pesca, ecc.) e instaurare un’interazione più efficace e sostenibile con i mari e con gli
oceani. Nelle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2007 i capi di Stato e di governo dell’UE hanno approvato l’approccio proposto dalla Commissione riguardo alla politica marittima
integrata.

La politica marittima integrata, che tiene pienamente conto del principio di sussidiarietà, intende promuovere una migliore comprensione tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei
mari (istituzioni dell’UE, Stati membri, regioni costiere, settore privato, società civile e altri portatori di interessi). Essa mira inoltre a sviluppare nuovi strumenti atti a
consentire un approccio più integrato in settori quali la sorveglianza marittima, la raccolta dei dati, la pianificazione territoriale e in altri settori politici. La ristrutturazione
della direzione generale incaricata del coordinamento di questa politica rispecchia il passaggio a una fase più concreta nello sviluppo della politica marittima integrata dell’UE e
nell’attuazione di tale approccio integrato nell’organizzazione interna della Commissione.

La politica comune della pesca (PCP) costituisce il quadro giuridico dell’UE per la gestione della pesca. Essa comprende la gestione delle risorse, le questioni relative alla flotta, il
controllo e la sorveglianza delle attività di pesca, le azioni strutturali finanziate dal Fondo europeo per la pesca, i mercati e le relazioni internazionali. La riforma della PCP
attuata nel 2002 ha permesso di adeguare maggiormente la gestione della pesca alle peculiarità dei vari mari ed oceani. Tra le principali innovazioni adottate in tale contesto figura la
creazione dei consigli consultivi regionali, organismi destinati a promuovere il dialogo tra i portatori di interesse e a rafforzarne la consultazione da parte della Commissione e degli Stati
membri. La nuova struttura rispecchia inoltre la necessità di adeguarsi ai vari allargamenti dell’Unione europea e la crescente diversità delle regioni di pesca dell’Europa.

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