Più fast food, meno buonumore

Più fast food, meno buonumore

Meno “cibo spazzatura”, più buonumore. Secondo gli scienziati americani mangiare al fast food non fa male solo alla linea ma peggiora anche lo stato d’animo e rende emotivamente più instabili. E’ quanto emerge da una ricerca della San Diego State University Research Foundation (California), diretta dalla dottoressa Megan Holt e pubblicata sul “Journal of Health Psychology”.

La squadra americana si è basata su indagini del passato, tutte centrate sugli effetti del fast food.

In primis, conseguenze fisiche: troppo fast food aumenta il livello di colesterolo, favorendo la comparsa di ictus ed infarti. E poi, conseguenze psicologiche: una precedente analisi dell’Università della California aveva legato il cibo spazzatura ad una maggiore aggressività.

Nello studio corrente, gli esperti hanno lavorato con più di 5000 volontari, 1699 uomini e 3293 donne, soppesando il consumo di grassi insaturi (legati al cibo da fast food) ed il tipo di espressione emotiva.

Risultato, più grassi insaturi (e quindi più fast food) portavano ad una minore lucidità ed a frequenti momenti di cattivo umore.

Tra i sostenitori del lavoro svolto, il professor Alex Richardson dell’Università di Oxford. Intervistato, il docente si scaglia contro quella che definisce “La dieta britannica”, ricca di grassi insaturi: “Sta distruggendo il nostro corpo e fa male al nostro cervello”. Il suo rimedio è la dieta mediterranea, abbondante in frutta e verdura ma povera di grassi saturi: “Questa dieta rende le persone più calme, felici e attive”.

Matteo Clerici

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