Pil, l’Istat abbassa la stima preliminare al -1,9%

Pil, l’Istat abbassa la stima preliminare al -1,9%

By Redazione

Il Pil dell’Italia è sceso dell’1,9% su base congiunturale e del 2,9% su base tendenziale nel quarto trimestre. I dati Istat, infatti, rivedono al ribasso i dati preliminari, che
facevano registrare un calo dell’1,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso.

Il dato resta il peggiore dal 1980, quando sono iniziate le rilevazioni.

Corretto anche il dato sul terzo trimestre, con il congiunturale che passa da un -0,6% a un -0,7% e il tendenziale che scivola da un -1,1% a un 1,3%.

La spesa delle famiglie residenti è diminuita dell’1,5%, quella  della PA e delle ISP è cresciuta dello 0,6%.

La spesa delle famiglie sul territorio nazionale e’ diminuita, in termini  tendenziali, dell’1,9%.

Nel loro ambito, i consumi di beni durevoli registrano una diminuzione del 10,3%, quelli di beni non durevoli  dell’1,7%, mentre gli acquisti di servizi hanno mostrato una  flessione
dello 0,1%.

Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una diminuzione del 9,3% (contrazioni del 14,8% per  i mezzi di trasporto, del 12,1% per i macchinari e gli altri  prodotti e
del 6,1% per le costruzioni).

Rispetto al terzo  trimestre, il deflatore del Pil è aumentato dello 0,5%.

Il  deflatore della spesa delle famiglie residenti è diminuito dello  0,9%, quello degli investimenti e’ cresciuto dello 0,5%.

Il  deflatore delle esportazioni ha mostrato una diminuzione dello  0,5%, quello delle importazioni del 3,2%.

In termini tendenziali,  il deflatore del PIL è aumentato del 2,8%, quello della spesa delle famiglie residenti del 2,2%.

Nel quarto trimestre del 2008  si rileva un andamento congiunturale positivo del valore aggiunto  per il settore agricolo ( 4,1%) e invariato per il settore degli altri servizi. Si
rilevano invece contrazioni per l’industria in senso stretto (-6,2%), per le costruzioni (- 3,5%), per le attività del commercio, alberghi e pubblici  esercizi, trasporti e
comunicazioni (-1,8%), e per il settore  del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi  professionali (- 0,1%).

In termini tendenziali, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è diminuito dell’8,4%,  quello delle costruzioni del 4,0%; per il settore dei servizi si  e’ avuta
una diminuzione dell’1,2%. L’agricoltura ha registrato una crescita del 5,9%.

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