Petrolio, Adusbef: «necessarie misure strutturali di risparmio energetico»

Adusbef e Federconsumatori guardano con estrema preoccupazione la quotazione che il petrolio ha raggiunto in queste ore, poiché la ricaduta per costi diretti ed indiretti, che tale
prodotto ha sui beni di largo consumo, sarà estremamente pesante andando ancora di più aggravare il prezzo dei carburanti, del riscaldamento, dei costi di luce e gas con un
esborso decisamente più elevato dei 390 euro annuo, già preventivato.

Con il rischio cioè di una ricaduta di 480 euro. Si tratta perciò di intervenire con manovre di carattere strutturale e non solamente, anche se necessario, sul carico fiscale.

Il Paese deve dotarsi, concertando con la Comunità Europea, di un serio piano energetico basato su risparmi delle famiglie e delle imprese, delle fonti alternative quale fotovoltaico ed
eolico e di una forte diversificazione dei prodotti di base energetici privilegiando il gas naturale, attraverso l’accelerazione del processo di costruzione di nuovi gasdotti e di nuovi
rigasificatori

Inoltre per Adusbef e Federconsumatori si tratta di mettere mano a tutto il sistema della distribuzione dei carburanti, innovandolo e rendendolo più efficiente, almeno attraverso le
seguenti direzioni.

1. Riorganizzazione e razionalizzazione dell’intera rete, superando le concentrazioni di distributori in un’unica piazza. Ciò comporterebbe risparmi pari a circa 6 centesimi.

2. Apertura negli ipermercati di distributori di carburante. Con risparmi pari a 7 – 8 centesimi.

3. Cancellazione degli inutili gadget, o loro trasformazione in sconti o buoni benzina. Risparmi pari a 1,5 centesimi.

4. Arricchire tutti i punti di rifornimento del sistema self-service ed innovarlo attraverso il mantenimento del prezzo relativo dopo l’orario di chiusura con il sistema di tele-controllo. Ci
sarebbe in questo modo un risparmio di circa 3 centesimi al litro

5. Modernizzare tutti i distributori con le gradualità necessarie, da vendite solo oil a vendite oil-non-oil . Risparmi prevedibili attorno a 6-7 centesimi.

A regime e con tutti questi accorgimenti, solo nel settore della distribuzione, si possono risparmiare in media per ogni litro di carburante 12- 13 centesimi.

La ricaduta di tale risparmio comporterebbe un inferiore esborso da parte degli automobilisti di 6,00 ? ogni pieno di benzina, pari a 12,00 ? al mese e 144,00 ? all’anno.

Ma non solo, ogni 3 centesimi risparmiati sul prezzo dei carburanti equivalgono per tutte le ricadute sui prezzi dei beni di largo consumo ad uno 0,1% sul tasso d’inflazione, che comporterebbe
quindi un ulteriore risparmio di uno 0,4% su tale tasso, pari cioè ad un risparmio di 116,00 ? all’anno, con benefici per i cittadini, le famiglie ed il paese intero.

Tutto ciò sul versante della distribuzione. Ben altro vi sarebbe da fare sul versante della produzione, a partire da:

– il superamento della doppia velocità speculativa del prezzo dei carburanti;

– il prezzo industriale degli stessi, che necessita un serio processo di investimenti in tecnologie per aumentare e migliorare le rese dei distillati. Ed inoltre intervenire per superare
l’inaccettabile disparità del prezzo industriale italiano dei carburanti rispetto a quello dei paesi della comunità sapendo che ogni centesimo in più di speculazione
equivale a maggior introiti per 19 milioni di euro al mese.

– l’acquisizione a livello internazionale di poter acquistare il petrolio in Euro anziché in Dollari, per evitare ulteriori speculazioni sui cambi.

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