Petrolio verso quota 100 dollari

Il prezzo del petrolio torna a salire verso quota 100 dollari, sulle quotazioni del greggio pesano l’escalation delle violenze in Nigeria, leader tra i paesi produttori in Africa, il dollaro
debole e la percezione che la domanda globale di petrolio eccederà le scorte, mentre si attendono i dati sulle scorte negli Stati Uniti.

Sul circuito elettronico i future sul Light crude salgono di 16 cent a 99,78 dollari, dopo aver toccato un massimo di giornata a 99,95 dollari. I future sul Brent avanzano di 48 cent a 98,32
dollari, dopo aver già toccato un nuovo record storico a 98,50 dollari. I mercati sono in fibrillazione in attesa delle scorte settimanali Usa.

Il prezzo del petrolio si avvicina di nuovo a quota 100 dollari al barile dopo che ieri a New York ha toccato la soglia psicologica. Stamattina il prezzo rallentava sui mercati asiatici, mentre
poco fa a Singapore il light sweet crude con consegna a febbraio cresceva di 14 centesimi a 99,76 dollari al barile. A Londra il Brent ha fatto registrare un nuovo record a 98,50 dollari al
barile, per poi ritracciare. Sulle quotazioni del greggio pesano l’escalation delle violenze in Nigeria, leader tra i paesi produttori in Africa, il dollaro debole e la percezione che la
domanda globale di petrolio eccederà le scorte, mentre si attendono i dati sulle scorte negli Stati Uniti.

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