Pesca: settore a rischio infortuni
8 Febbraio 2008
Sciacca, Mazara del Vallo, Chioggia, Fano e Pescara, queste le cinque città italiane, ad alta intensità di pescatori, prescelte per realizzare il primo corso sulla legislazione
previdenziale marittima, il corso – per ora un progetto pilota voluto da Ipsema – si propone di dare particolare rilievo agli aspetti della sicurezza e prevenzione a bordo delle imbarcazioni,
per sostenere i pescatori ed informarli circa i pericoli che corrono quotidianamente.
Il corso interesserà circa 300 lavoratori italiani e stranieri. Quello della pesca è il settore, assicurato presso l’Istituto di Previdenza, che presenta il più alto tasso
di infortuni mortali: gli ultimi dati riferiti ai decessi presentano infatti un incremento del 29%, concentrati quasi nella totalità nella pesca costiera.
«L’Ipsema, che indirizza da tempo molte risorse per incrementare le competenze in materia di prevenzione – dichiara il residente Antonio Parlato – è convinto che i marittimi sono
esposti a fattori di rischio tecnico, ambientale e professionale diversi da quelli degli altri lavoratori». La pesca, sottolinea Parlato, rappresenta un settore vitale per l’economia:
l’Italia è la prima potenza peschereccia del Mediterraneo, con 250 mila addetti ed il 55% dei pescherecci superiori alle 10 tonnellate, sul totale di quelli assicurati. Senza contare,
sottolinea ancora il Presidente di Ipsema, che si tratta della principale attività dell’Istituto.




