Pesca artigianale: Nuove opportunità di lavoro e di impresa nel Mediterraneo
28 Marzo 2014
La pesca artigianale può diventare un’idea imprenditoriale e dare origine a nuove professionalità grazie alla formazione dei giovani pescatori del bacino del Mediterraneo.
Con questo obiettivo si sono riuniti a Valenzano, in provincia di Bari, i rappresentanti dei partner del progetto Ready Med Fish, Requalification of Employment And Diversification for Youth in the Mediterranean, partito il 14 novembre 2013 scorso e co-finanziato dal Programma Europeo ENPI CBC MED – Cross-Border Cooperation in the Mediterranean.
Ospiti per la tre giorni del kick-off meeting dello Iam, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari – presente in qualità di Organizzazione internazionale coinvolta – i partner hanno definito le modalità operative del progetto che si propone come obiettivo specifico di accrescere la professionalizzazione dei giovani operatori della pesca nel bacino del Mediterraneo nell’ambito della multifunzionalità, al fine di stimolare l’imprenditorialità privata e migliorare il quadro normativo di riferimento. Finalità che si colloca nel più ampio obiettivo di promuovere il dialogo culturale e la governance locale nel settore della pesca nell’area dei Paesi interessati, attraverso l’occupazione nel settore di addetti qualificati.
Per ogni Paese partner del progetto è stato coinvolto un attore istituzionale e un attore dell’associazionismo di settore. La Regione Puglia e Lega Pesca, che coordina il progetto, sono i protagonisti per l’Italia. Gli altri partner sono per l’Egitto l’Autorità Generale per lo Sviluppo delle risorse ittiche e la National Union Cooperative Fish Resources; per il Libano, il Ministero dell’Agricoltura – Department for Fisheries and Wildlife e la Cooperative Association for Fishery in Sahil Khairazane; per la Tunisia, la Direzione generale per la Pesca e l’acquacoltura e il Fishery Development Group. Infine lo Iam-B, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (struttura operativa italiana del CIHEAM) a ittolo di Organizzazione internazionale coinvolta nel progetto.
Dal confronto tra i partner è emersa l’esigenza di valorizzare il comparto e di farne una nuova risorsa economica per evitare che i giovani abbandonino quella che è considerata solo un’attività “ereditata”, legata alla tradizione del luogo e delle famiglie e non una prospettiva di crescita.
Non solo l’ammodernamento del settore, ma anche la possibilità di estenderne i vantaggi ad altri ambiti come il turismo e la ristorazione, attraverso la cosiddetta multifunzionalità, fa del comparto, nel cui indotto lavora oltre un milione e mezzo di persone, una risorsa importante su cui investire in tutto il bacino del Mediterraneo.
Tra le attività legate allo sviluppo della pesca artigianale, per fare alcuni esempi, ci sono i servizi per la rivalutazione delle coste del Mediterraneo e per lo sviluppo del turismo.
Il progetto punta sulla formazione degli addetti e sull’armonizzazione legislativa dei Paesi del bacino del Mediterraneo.
Presso la sede dello Iam di Bari si svolgerà la prima fase di lavoro che vedrà in aula quaranta addetti del comparto, venti provenienti dalle Organizzazioni di settore, altri venti dalle Pubbliche Amministrazioni dei diversi partner.
La formazione in aula e a distanza punta a implementare conoscenze tecniche specifiche che favoriranno l’affermarsi di nuove competenze e professionalità nel settore.
Il personale così formato andrà, infatti, a sua volta a formare direttamente sul luogo, nelle varie realtà locali, le giovani leve, cioè ottanta giovani pescatori per ogni paese. Per ogni Paese ci saranno dei cosiddetti Gruppi di Azione Geografica che definiranno le priorità settoriali, in base ai profili professionali considerati strategici per l’area geografica di riferimento.
Oltre a formare gli addetti al settore il progetto punta anche ad armonizzare la legislazione sulla materia per tutta l’area del Mediterraneo. Venti esperti in collaborazione con le principali Organizzazioni regionali della pesca studieranno delle proposte che saranno portate su un tavolo di discussione internazionale: il Gruppo operativo Euromediterraneo. A seguito di questo confronto sarà redatto un Regional Position Paper, un documento di armonizzazione legislativa del settore in tutto il bacino del Mediterraneo.
Gli studi e le esperienze del progetto confluiranno e saranno disponibili presso un servizio di “Info and assistance desks”, sportelli che assisteranno gli operatori per diversificare le attività, consentendo un miglioramento delle condizioni di lavoro e del reddito. Tra gli strumenti disponibili ci sarà una sorta banca dati per la multifunzionalità del settore della pesca: nuovi contenuti e nuove competenze saranno a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni e delle Organizzazioni del settore.
I numeri
L’economia legata alla pesca nel Mediterraneo sta attraversando un periodo di crisi: in meno di dieci anni si è perso circa il 59% dei posti di lavoro. Nel periodo 2002/2003 gli addetti del settore nella sola Unione Europea – secondo le rilevazioni della Commissione erano infatti circa 421mila mentre nel 2010 se ne stimavano poco più di 170mila (compreso il settore dell’acquacoltura), con un calo intorno al 7% annuo.
Il Progetto
Il Progetto R.E.A.D.Y. MED. FISH. – Requalification of Employment and Diversification for Youth in the Mediterranean Fishery è attuato nell’ambito dell’ ENPI CBC Mediterranean Sea Basin Programme (www.enpicbcmed.eu) ed è finanziato (per l’ammontare di 1.380.862,56€) dall’Unione Europea attraverso l’European Neighbourhood and Partnership Instrument.
L’ENPI CBC MED Programme mira a rafforzare la cooperazione tra l’Unione Europea e i le regioni dei Paesi partner lungo le sponde del Mediterraneo.
Questo documento è stato realizzato con il contributo finanziario dell’Unione Europea nell’ambito del Programma ENPI CBC Mediterranean Sea Bassin.
I contenuti di questo documento sono sotto la responsabilità esclusivamente di Lega Pesca e non possono in nessun caso essere considerati espressione della posizione dell’Unione Europea o delle strutture di gestione del Programma.
Redazione Newsfood.com





