Parmalat, al via l’opa di Lactalis

Parmalat, al via l’opa di Lactalis

Nuovi sviluppi nel caso Parmalat-Lactalis.

L’azienda francese, attualmente in possesso della maggioranza delle azioni del ex colosso emiliano, ha lanciato un’opa (offerta pubblica di acquisto) sul resto del capitale non in suo possesso.

I transalpini offrono un prezzo di 2,6 euro per azione, che comprende un premio del 21,3% rispetto al prezzo di Borsa del titolo degli ultimi 12 mesi e del 33,6% rispetto all’enterprise value
(calcolato come capitalizzazione di borsa al netto della posizione finanziaria netta e delle interessenze di minoranza per azione) degli ultimi dodici mesi. Inoltre, L’offerta viene lanciata
sul 71,031% del capitale e il controvalore massimo dell’offerta è dunque pari a 3,37 miliardi di euro.

Precise anche le coordinate temporali: l’opa di Lactalis-Parmalat durerà 20 giorni contro i 15 fissati come termine massimo dalla regolamento Consob, che però entrerà in
vigore la settimana prossima.

Perciò, come spiega la Autorità di vigilanza sulla Borsa e sulle società quotate, valgono le vecchie regole: “Avendo fatto martedì la comunicazione alla Consob, si
resta nel vecchio regime, quindi 20 giorni di mercati aperti per l’offerta …Adesso Lactalis ha 20 giorni per depositare il prospetto in Consob, poi scattano i 15 giorni entro i quali Consob
deve esprimere un parere”.

Dopo l’eventuale via libera, la palla passa a Parmalat che dovrà emettere un comunicato sulla congruità o meno del prezzo. I tempi sono comunque stretti: il 16 Lactalis
dovrà infatti consegnare le azioni con cui intende presentarsi in assemblea, prevista il 25 giugno in prima e il 27-28 in seconda e terza convocazione.

Secondo gli addetti ai lavori, l’iniziativa transalpina mira a diversi obiettivi.

In primis, ottenere il 29% del capitale sociale, avendo così i mezzi per nominare la maggioranza degli elettori, mettendosi al sicuro dalla cordata italiana, prospettata da Cassa
depositi e prestiti e Intesa Sanpaolo.

Inoltre, l’opa permetterebbe alla società d’oltralpe di ottenere il primato mondiale nel settore lattiero-casearia, con un giro d’affari finale di circa 14 miliardi di euro.Già
attualmente, il gruppo Lactalis controlla alcuni nomi dell’alimentare nostrano, come Vallelata, Galbani

Infine, Lactalis potrebbe applicare il suo progetto di sviluppo all’azienda emiliana.

Secondo un portavoce dei francesi, il piano avrà come base il “Rispetto dell’Italianità”. Parmalat manterrà la sede sul territorio nazionale, lasciando invariati asset
produttivi, dipendenti, filiera del latte e rapporto col territorio. Inoltre, il portavoce ha spiegato come Lactalis “Valuterà l’opportunità di far confluire in Parmalat le
proprie attività europee nel settore del latte confezionato, tra le quali quelle detenute in Francia e in Spagna. Il progetto industriale di Lactalis prevede la valorizzazione di
Parmalat a livello internazionale, grazie alla forte complementarietà tra i due gruppi sia a livello geografico che di prodotto. Inoltre, l’espansione nei mercati in forte sviluppo quali
Brasile, India, Cina, nei quali entrambi i gruppi ad oggi hanno una limitata presenza, potrebbe essere perseguita in modo più efficace attraverso un intervento congiunto”.

L’affare Parmalat-Lactalis ha visto impegnati in prima persona i rispettivi governi.

L’opa di Lactalis sarà infatti coperta da un Bsa Finances, a sua volta basata su un finanziamento bancario da 3,4 miliardi di euro concesso da Crédit Agricole, Hsbc, Natixis e
Société Générale.

Inoltre, obiettivo dei politici di Roma era quello di portare al comando dell’azienda di Collecchio un gruppo italiano. E sono state le manovre di Roma ad imprimere un’accelerazione alla
vicenda.

Il comunicato Lactalis inviato a Consob spiega come la decisione del direttivo aziendale sia stata presa “A seguito del mutato quadro normativo successivo all’acquisto della propria
partecipazione del 28,969 % e della possibile evoluzione dell’assetto azionario di Parmalat”.

La complessa vicenda ha ovviamente provocato un eco finanziario. In Borsa, il titolo Parmalat è stato sospeso, per essere riammesso alle 9.40, orario in cui ha fatto segnare un
incremento del 10,73% a 2,56 euro per poi attestarsi al valore del prezzo dell’opa.

Matteo Clerici

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