Scandalosa sentenza Parmalat: l’ANPAR non tutto è perduto per i risparmiatori, ecco la soluzione
22 Aprile 2011
Riceviamo e pubblichiamo con la speranza che quanto afferma il Presidente dell’ANPAR possa essere una via d’uscita percorribile da chi è stato vittima di questo ennesimo sopruso delle
banche, “innocenti e limpide”.
Nota della redazione:
se davvero è stato solo Callisto Tanzi ad organizzare ed a gestire questa maxi truffa, proponiamo un referendum immediato per nominare quest’uomo, genio finanziario di inestimabile
valore, come Ministro dell’Economia. In quattro e quattrotto saprà colmare il debito pubblico e in poco tempo il bilancio dello Stato Italiano e delle famiglie torneranno in
attivo!
Inizio messaggio inoltrato:
Da: ANPAR
Data: 19 aprile 2011 9:10:20 GMT+02:00
A: assistenza@gruppoitalia.it
Oggetto: SENTENZA PARMALAT: MARGINI DI RECUPERO DI QUANTO PERSO CON LA MEDIAZIONE CIVILE? E’ POSSIBILE!
A.N.P.A.R. (Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione)
http://www.anpar.it
ufficiostampa@anpar.it
Scandalo Parmalat, quasi dieci anni di udienze. Risultato?
Tutte le banche assolte. Cosa c’è sotto?
Come si sa il fallimento della Parmalat è costato l’azzeramento del patrimonio azionario ai piccoli azionisti, mentre i risparmiatori che avevano investito in
“bond”, secondo la sentenza, difficilmente potranno recuperare quanto perso. Questo è il messaggio che sta passando.
Così non è, afferma Pecoraro, presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’ANPAR. “C’è una positiva speranza di recuperare
buona parte di quanto perso”.
Come? Con la mediazione civile, visto che la materia bancaria è una di quelle il cui esperimento del tentativo di conciliazione è obbligatorio.
E’ vero, dice Pecoraro, che questa è una sentenza che tende all’aggravamento dei conflitti sociali, fosse stata già in vigore l’obbligatorietà alla mediazione civile
tutto questo, forse non sarebbe successo.
La mediazione che si pone al di sopra delle parti avrebbe incarnato sicuramente la concordia dei risparmiatori e delle banche, con un accordo reciprocamente soddisfacente. L’aspro
scontro tra i rappresentanti dei risparmiatori e delle banche secondo – Pecoraro – ha portato a questa soluzione.
Alla base del grave provvedimento c’è un fatto molto importante la lungaggine del processo che ha estinto per prescrizione la responsabilità civile delle banche. Sappiamo
tutti che ci sono grovigli di interessi in questa vicenda. Come uscirne?
Pecoraro lancia una proposta, l’avvio di procedure conciliative attraverso organismi di conciliazione presenti con uffici di conciliazione e delegazioni sull’intero territorio nazionale,
dal Trentino alla Sicilia, che hanno al proprio interno mediatori altamente professionali e competenti nella materia da mediare.
Da che cosa nasce questa certezza di recuperare ciò che una sentenza di primo grado ha già deciso? Semplice – afferma il presidente Pecoraro – forse non tutti
sanno, che una sentenza non definitiva, consente l’applicazione della mediazione civile e commerciale e che il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della
causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione.
L’invito deve essere rivolto alle parti prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.
Dunque, da quanto detto, continua Pecoraro, la procedura può avviarsi anche prima dell’appello e/o durante la causa di appello. Il consiglio è quello di avviare le procedure
da subito.
Ricordo ai delusi della sentenza che tentare la mediazione non costa nulla.
http://www.anpar.it
ufficiostampa@anpar.it
Giuseppe Danielli
Newsfood.com





