Papillon va in provincia di Siena con il nuovo itinerario Fiat 16
6 Aprile 2010
La provincia di Siena, significa gusto che si sposa con un patrimonio artistico e sociale unico. Tutto questo è al centro del nuovo itinerario (4° del 2010 e 36° in totale) di “Se
dici gusto, dici Sedici”, la newsletter di Paolo Massobrio e di Papillon, che nasce nel 2008 con la collaborazione di Fiat e coinvolge una community di 20mila persone. Il viaggio del gusto,
diviso nelle consuete sedici tappe, è presentato da un video di Paolo Massobrio e dal filmato di una ricetta tradizionale della zona, la “Pappa al Pomodoro”.
L’itinerario parte da Siena, dalla magnificenza di Piazza del Campo, dai suoi grandi dolci, il panforte e i ricciarelli, per snodarsi prima a nord del capoluogo, andando a toccare Monteriggioni,
con le sue mura coronate di torri che rapprensentano un panorama unico; San Gimignano, dove segnaliamo i migliori pecorini e salumi e le cantine del vino bianco Vernaccia; la zona del Chianti
Classico (Castellina, Radda, Gaiole) con le cantine storiche, le grandi macellerie, i ristoranti e gli agriturismi dove merita sostare. Dopo Castelnuovo Berardenga, ci si sposta a Sud di Siena,
nell’incanto delle Crete Senesi, ad Asciano, Trequanda, Buonconvento, per visitare anche la struggente abbazia di San Galgano. Una tappa memorabile tocca Montalcino, dove ammaliati dall’abbazia
di Sant’Antimo e dalla mole della Fortezza, si assaggiano miele, dolci e, ovviamente, il Brunello. L’itinerario poi tocca la Val d’Orcia, che ha in Pienza il centro più fulgido, e arriva a
Montepulciano, ancora terra di grandi rossi, ma anche di birre e formaggi, per chiudersi alle terme di Chianciano e a Abbadia San Salvatore, con la visita all’abbazia omonima e con l’assaggio di
ottimi e caratteristici liquori.
“Questo itinerario è il nostro sincero e personale augurio di buona Pasqua – spiega Paolo Massobrio – andando alla scoperta della campagna toscana, dei suoi borghi intatti nei secoli, dei
grandi vini, che accompagnano salumi e formaggi, dolci e mieli, ma anche piatti robusti e qualche chicca sconosciuta. Segnaliamo anche i nostri migliori assaggi di Brunello di Montalcino e Nobile
di Montepulciano, degustati nelle anteprime primaverili delle nuove annate”.
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