Padoa Schioppa: “per accontentare tutti serve la moltiplicazione dei pani e dei pesci”

“Nel mondo, il tempo del governare è fissato da canoniche scadenze elettorali e non dal volubile plebiscito permanente dei sondaggi e del mercato” con queste parole il ministro
dell’economia, Tommaso Padoa Schioppa, nel corso del suo intervento alla Giornata mondiale del Risparmio, ha affrontato il tema della durata del governo e degli obiettivi da conseguire.

Secondo Padoa Schioppa, bisogna dare tempo al Governo, perché “senza tempo assegnato non ci sarebbe la possibilità di investire in un disegno di politica economica, tutto dovrebbe
essere ipotecato e consumato subito”.
D’altra parte oggi si assiste ad uno spettacolo già visto: si tratta di “orsi e ricorsi storici, poiché si sta ripetendo la dinamica dell’anno scorso, quando “l’opposizione
annunciava la caduta del governo, prima del termine della sessione di bilancio, adescando gli spiriti deboli e gregari” , invece, la manovra “passò intatta”.

Certo è che per accontentare tutti ci vorrebbe “la moltiplicazione dei pani e dei pesci” e che, per far fronte alla istanze e stabilire le priorità, i governi ed i parlamenti
devono “trovare la sintesi”: “Sentiamo una polifonia reclamare che le tasse devono essere abbassate, che la caduta del debito pubblico deve essere accelerata, che la spesa va taglia, che i
servizi pubblici devono essere sviluppati, che è necessario aumentare il capitale fisico e immateriale del Paese- ha spiegato Padoa Schioppa – Una moltiplicazione dei pani e dei pesci,
la ricorrente illusione che lo stesso euro possa essere speso più volte per scopi diversi”.

“Non è possibile soddisfare tutte le istanze – ha continuato il ministro – esistono vincoli e priorità: trovare la sintesi è compito dei Governi e dei Parlamenti. Se non ci
fossero vincoli non ci sarebbe economia: vivremmo in un mondo di beni liberi, illimitatamente a nostra disposizione; non ci sarebbe bisogno di risparmiare. Ma quel mondo non esiste”.
Secondo il Ministro, comunque, questo è il momento giusto per “prendere coscienza della sfida della riduzione del debito pubblico”, perchè la “prospettiva di riportarlo al di
sotto del 100% del Pil per la prima volta dal 1991 è a portata di mano” e, in questo modo, “il cammino potrà farsi più rapido”.
Padoa Schioppa ha rilevato che le risorse che scaturirebbero dal superamento “di questa soglia” garantirebbero 70 milioni di euro in più ogni anno che “potrebbero essere destinate a
investire in capitale fisico e umano, a ridurre la pressione fiscale, a sviluppare programmi sociali ancora carenti”.
Il Ministro ha sottolineato che, se oggi è possibile perseguire la riduzione del deficit senza dover ricorrere ad una manovra correttiva, è solo grazie alla Finanziaria 2007, ma
che “il cammino non è ancora concluso”: questo percorso “sta dando e continuerà a dare benefici e prospettive ai giovani e al Paese intero – ha spiegato Padoa Schioppa – ma
inganneremmo noi stessi se lo presentassimo come cosa facile: far crede che il cammino sia facile significa renderlo ancora più difficile. Il risanamento procede lungo un percorso che
è arduo e accidentato, sia in senso economico-finanziario, sia in senso politico”.

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