Salento, Tenute Rubino: vendemmia delle Donne e Master di comunicazione del Vino (seconda parte: accoglienza e ospitalità)

Salento, Tenute Rubino: vendemmia delle Donne e Master di comunicazione del Vino (seconda parte: accoglienza e ospitalità)

Brindisi, 9 -10 – 11 settembre 2011
Arriviamo nella mattinata sabato 9 all’aeroporto da varie città e subito ci accoglie Andrea, ci porta al bar e poi in albergo per una doccia ed uno “spuntino”.
In stanza troviamo già il programma dei tre giorni ed una cartella stampa con allegato un CD completo di foto.
Sulla terrazza di Palazzo Virgilio è allestita una grande tavola con piatti vari del territorio e vi è anche un bel Barbecue di acciaio dove rosolano pesci e molluschi vari.

Nel pomeriggio, visita alla cantina di vinificazione e affinamento con ciceroni eccellenti: Luigi Rubino, titolare di Tenute Rubino, e Romina Leopardi, responsabile marketing estero, che saranno
con noi fino a domenica.

Dopo una degustazione di vini con esperti sommelier si va a cena, ma prima andiamo alla scoperta delle bellezze della vecchia Brindisi con una guida a nostra disposizione.

Al mattino del sabato il nostro pulmino ci porta tra le vigne di Jaddico. Per noi Piemontesi è difficile immaginare una vigna, in piena pianura, vicino al mare con la terra impalpabile che
scivola tra le dita come fosse borotalco.

Da lontano si sentono già dei canti. Sono le Donne che vendemmiano e cantano le canzoni del Salento. Le telecamere e le macchine fotografiche si scatenano in mezzo ai filari. I grappoli,
colti uno a uno, con grazia femminile ma con sicurezza, vengono depositati in ceste di plastica allineate lungo i filari che vengono raccolte con trattori.
Oggi si vendemmia il Susumaniello, un’uva riscoperta, quasi estinta, che ama particolarmente vivere tra i due mari del salento.

Il sole picchia forte ma le donne continuano a vendemmiare ed a cantare.

Arriva l’ora di pranzo e tutti ci rifugiamo sotto un grande gazebo  allestito tra le vigne con ogni ben di Dio.

Si mangia e si beve tutti insieme, in grande allegria, ed intanto qualcuno comincia a suonare, a cantare ed a ballare.

Le vendemmiatrici, alcune con le loro figlie, sono instancabili: hanno vendemmiato dalle prime ore del mattino ma hanno ancora tante energie e tanta voglia di divertirsi e di allietare gli
ospiti. Tutti ballano, anche Luigi Rubino e Romina, la sua compagna. E’ da anni che viene fatta questa festa tra le vigne ed è sempre un successo.

Il sole è sempre più bruciante, abbiamo bisogno di rinfrescarci: albergo o mare?  all’unanimità scegliamo il mare ed il pulmino ci porta in un’oasi che ci siamo goduti
fino a sera. L’Oasi protetta di Torre Guaceto, semplicemente amena con una sabbia corallina indescrivibile.

Ritorniamo in albergo per una doccia e ripartiamo per Ostuni.
L’ho rivista volentieri, la città era in festa con tanti artisti di strada, bancarelle ed un mare di gente.

Sono le 22,00 quando entriamo da Cibus, a Ceglie, un locale che sarebbe da gustare come un Negroamaro rosato di Tenute Rubino.

Undici antipastini appetitosi ed equilibrati, un paio di primi ma il pezzo forte è stato un pezzo di carne di podolica con patate cotte sotto la cenere, con la buccia.

Il patron è Lillino (Angelo) Silibello che con la moglie Angela Amico ed i due figli, riesce a soddisfare anche i palati più difficili coi sapori dei prodotti del territorio. La
cantina è molto profonda, fresca ed umida, adatta a custodire etichette introvabili.

A cena abbiamo bevuto i vini di Tenute Rubino, “narrati” dal suo titolare.
Una buona grappa ed un Toscano classico hanno chiuso la serata  (nottata).

Alla domenica,  visita al porto ed alla città  e, dopo i saluti e un arrivederci al prossimo anno, le prime partenze per l’aeroporto.

 

(ci sarebbe da scrivere molto su Tenute Rubino e sulle persone conosciute ma purtroppo il tempo manca e pertanto mi limiterò a pubblicare alcuni contenuti estratti dalla corposa cartella
stampa).

Notizie su Tenute Rubino
Le Tenute: 200 ettari di vigneti, distribuiti in quattro aree differenti.

I vigneti coprono un totale di 200 ettari sugli oltre 500 complessivi dell’azienda e si estendono dalla dorsale adriatica fino all’entroterra brindisino. Le quattro tenute sono, insieme,  un
continente in miniatura: da uno stesso vitigno impiantato in località diverse vengono generati vini con caratteristiche profondamente differenti, tanto da  trasmettere appieno
quell’identità territoriale che ne caratterizza profondamente il profilo organolettico, unico e irripetibile. Due delle tenute agricole si estendono a poche decine di metri dal mare, in un
scenario naturale di rara bellezza. Gli impianti, con qualche piccola eccezione, hanno una densità per ettaro che oscilla tra le 4000 e le 6000 piante ed un sistema di allevamento
prevalentemente a spalliera, potato a cordone speronato. Le rese per ettaro, variano per le diverse tenute agricole e per varietà: si va da rese al di sotto dei 50 quintali per ettaro con
massimi che non superano gli 80 quintali per ettaro. Nella maggior parte dei vigneti aziendali sono presenti impianti di irrigazione a goccia che, vengono attivati, solo quando interviene un
rischio di stress idrico, con irrigazioni attente ad evitare ristagni di umidità.
Nelle Tenute Rubino le pratiche di conduzione agricola dei vigneti sono in parte meccanizzate (aratura e rottura delle zolle, concimazioni,cimatura e, quando strettamente necessari, trattamenti
fito-sanitari), manuali sono, invece, tutte le operazioni condotte sulle piante (potatura invernale e primaverile,diradamento, innesti e, in parte, la raccolta delle uve). Un particolare
importante riguarda l’utilizzo della mano d’opera, quasi tutta al femminile, impiegata per tutte quelle operazioni dove è necessaria precisione ed una forte abilità manuale. Una
specializzazione che, per tradizione, le donne salentine si trasferiscono di generazione in generazione, nel segno di un grande attaccamento all’agricoltura. Le condizioni microclimatiche
presenti nelle quattro tenute agricole di Tenute Rubino sono quelle proprie della fascia mediterranea, con un irraggiamento complessivo di circa 1000 ore di sole in più rispetto alla media
annua nazionale. Gli andamenti delle temperature riflettono l’andamento delle stagioni del sud Italia che generalmente sono miti in inverno e calde nei mesi estivi. Sono tra il 2000 e il 2003 si
sono registrate picchi di temperature superiori alla medie nel mese di agosto, e nelle annate successive il fenomeno del surriscaldamento si è attenuato con un andamento, nel 2008,
caratterizzato da temperature fresche anche nel periodo estivo. Un aspetto consistente e degno di nota riguarda le escursioni termiche che si registrano tra il giorno e la notte, favorite dalla
costante ventilazione marina (Jaddico e Marmorelle) e dalla esposizione dei vigneti nelle tenute di Uggìo e Punta Aquila sull’altopiano brindisino. Le precipitazioni sono normalmente
concentrate nei mesi invernali e primaverili, favorendo lo sviluppo vegeto-produttivo ideale dei vigneti. La media di piovosità documentata nelle diverse tenute oscilla tra i 500 mm ad un
massimo di 800 mm annui.

Jaddico: è qui che nasce il Susumaniello

Lungo la dorsale adriatica, a 8 chilometri a nord di Brindisi, i vigneti della tenuta di Jaddico si estendono su una superficie di 50 ettari. Il patrimonio ampelografico di questa azienda
è composto da varietà autoctone e italiane come Negroamaro, Malvasia nera, Susumaniello, Montepulciano e Primitivo e da una varietà internazionale come il Sauvignon Blanc.
Gli impianti, quasi tutti a spalliera, sono caratterizzati da una densità per ettaro che varia tra le 5000 e le 6000 piante, allevate  su terreni di origine calcarea, tendenzialmente
sciolti per la presenza abbondante di una frazione sabbiosa che permette un rigoglioso sviluppo dell’apparato radicale e lo stesso drenaggio delle acque in eccesso. Il complesso delle condizioni
pedoclimatiche registrate in questa tenuta fanno di quest’area un terroir d’eccellenza enologica rilevante: è qui che nasce e prende forza il Progetto Susumaniello delle Tenute
Rubino.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

(Fine seconda parte)

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