Olio: La Tunisia minaccia la leadership italiana negli Usa

Olio: La Tunisia minaccia la leadership italiana negli Usa

L’Italia dell’olio perde terreno negli Stati Uniti: le quote di mercato sono passate dal 68% del 2003 al 56% del 2009. Una leadership storica, minata dalla grande concorrenza non solo della
Spagna (19,3%), ma dalla Tunisia che ha messo a segno 16% nel 2009 (+7,1% nel 2003), con una crescita di 35mila tonnellate di prodotto esportato.

A metterlo in evidenza è il direttore generale di Assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia, Claudio Ranzani, nel corso dell’assemblea, che ribadisce come la leva prezzo per
le vendite all’estero sia sempre più fondamentale. E il dato della Tunisia sorprende ancora di più se si pensa che l’industria tunisina non può contare sulla rete di
distribuzione e sui rapporti commerciali che, sopratutto le aziende italiane, hanno costruito in decenni di lavoro su campo.

“Dopo Italia, Spagna e Grecia – spiega Ranzani – gli Stati Uniti sono il più grande mercato di consumo con 250mila tonnellate tra il 2003 e il 2009, un paese che ‘fa gola’ dove la
concorrenza, agguerritissima, è in grado di immettere prodotti economici, con una qualità in costante miglioramento”.   

A non aiutare il sistema Italia è poi il fatto che molte imprese hanno delocalizzato negli Usa la loro attività. “Il fenomeno è ormai molto chiaro – spiega Ranzani – i dati
confermano che una parte dell’olio ‘salta’ letteralmente l’Italia, per essere lavorato direttamente oltreoceano per quanto riguarda il taglio delle qualità, le analisi e il
confezionamento; il ché si traduce in un danno per il sistema paese in termini di valore aggiunto e occupazione che, per il nostro settore, incide con perdite tra il 5% e il 10%”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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