Nuovo infortunio mortale sul lavoro: deceduto operaio a Calenzano

Firenze – «Sono ancora costretto a inviare ad una famiglia, a una moglie, a dei bambini che non rivedranno il loro babbo, venuto con loro da un altro paese per cercare migliori
condizioni di vita, delle condoglianze per una morte che non sarebbe dovuta accadere» reagisce in questo modo l’assessore al diritto alla salute Enrico Rossi alla notizia del decesso
dell’operaio rumeno rimasto folgorato oggi a Calenzano dai cavi dell’alta tensione.

«Morire per guadagnarsi la vita – continua Rossi – è una contraddizione che la coscienza civile rifiuta di accettare; eppure, drammaticamente, segna giorno per giorno il nostro
paese, la nostra regione. Le nostre Asl hanno avviato da tempo campagne per la sicurezza nei cantieri di lavoro toscani, risultati sono stati ottenuti, le cifre parlano di ispezioni e sanzioni,
di qualche miglioramento. Ma come ho già avuto modo di affermare, ogni nuovo infortunio sul lavoro rappresenta uno scacco per tutta la società civile».

«Non possiamo abbassare la guardia, non la abbasseremo perché il dolore di queste morti non ci deve dare pace. Saremo insieme a tutti gli organi preposti a sorvegliare e reprimere,
faremo la parte che ci compete, puntando anche come abbiamo già tentato di rafforzare le norme a difesa dei lavoratori».

Dario Rossi

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